venerdì 6 aprile 2012

LGBT: DAL 6 ALL'8 APRILE 2012 TORNA BONSAI AID AIDS

Associazione Nazionale per lotta contro l'AIDS

Da 20 anni Bonsai Aid AIDS rappresenta un importante momento di aggregazione intorno al problema dell'AIDS.

Quest'anno la manifestazione si svolgerà nei giorni 6, 7 e 8 aprile.
In circa 3000 piazze italiane saranno allestite postazioni ANLAIDS
per informare e sensibilizzare la popolazione sull'infezione da HIV, sulla prevenzione, sulla ricerca e sulla lotta allo stigma.

Tutti coloro i quali offriranno il proprio contributo ad ANLAIDS Onlus
potranno avere un Bonsai, da sempre simbolo dell'Associazione.
PER INFO PIAZZE AL LINK:
http://www.anlaids.org/web/index.php?pag=281
fonte http://www.anlaids.org

Lgbt Libri: "L'occasione fa l'uomo laico" di Francesco Belais

Una galleria di cinquantasei personaggi ci si para dinanzi nello sfogliare il libro di Francesco Belais dal titolo L’occasione fa l’uomo laico, edito recentemente dalla casa editrice Elmi’s World.

Si tratta di diversi personaggi (trentasette per la sezione Voci italiane; otto per quella Voci oltre confine e undici per Pillole di laicità) che l’autore ha intervistato nel corso degli anni per il sito Gay.it e per altre testate “gay” e che ora, riviste e arricchite di note, ci vengono proposte in questo volume che si conclude con gli interventi di Giovanni Dall’Orto e Fabianna Tozzi Daneri.

Francesco Belais nel corso degli anni ha intervistato diversi personaggi per le varie testate con cui collaborava:

"Trattandosi in alcuni casi di testate o media gay, nelle interviste non mi sono potuto esimere dal chiedere un parere sul tanto dibattuto tema dei Pacs, Dico o unioni civili che dir si voglia, così come su tutti quegli altri argomenti tanto osteggiati da gran parte della nostra classe politica che non ha il coraggio di prendere posizioni laiche e moderne."

Ecco, quindi, l’idea centrale del libro:

riunire insieme tanti voci diverse sullo stesso tema, in un momento storico e politico del nostro paese dove tutto questo diventa sempre più oggetto di facili strumentalizzazioni. In molte interviste sono stati toccati anche argomenti quali adozioni, l’uso del profilattico, l’eutanasia, la fecondazione assistita. Tutti temi sui quali la Chiesa di Papa Ratzinger quotidianamente tuona e lancia anatemi. Ho un grande rispetto per la spiritualità e per ogni credo, ma le norme etiche e morali di una religione, qualsiasi essa sia, non possono e non devono essere leggi di uno Stato.

Stimolante, a mio modo di vedere, l’intervento di Giovanni Dall’Orto che fin dal titolo pone l’accento sul vero problema della laicità in questo nostro paese: Non un clericalismo troppo forte, ma un laicismo troppo vile.

Francesco Belais "L’occasione fa l’uomo laico"
Più di 50 intervista su matrimoni gay, adozioni, coppie di fatto e altri temi di laicità dello Stato
Elmi’s World, 2011 pp. 234, euro 16,50
fonte http://www.queerblog.it da Robo

Lgbt Milano: Tribunale riconosce a dipendente banca la copertura sanitaria anche per il compagno

Il Tribunale di Milano ha scritto un nuovo passo avanti verso i diritti gay e le pari opportunità tra coppie eterosessuali ed omosessuali.


Il caso è questo: una banca voleva negare la copertura sanitaria al convivente del suo impiegato, nonostante i due fossero addirittura iscritti nel medesimo stato di famiglia.

Ma, nonostante questo, non c’era intenzione di permettere quel preciso diritto.

E così, la coppia, formata da Marco e Erminio, decide di citare in giudizio la cassa mutua della banca. Risultato? Vincono in primo grado. Ecco il commento di Ivan Scalfarotto del Pd:

“Le aule dei palazzi di giustizia sono sempre più spesso le sedi in cui le coppie gay possono ottenere dignità e parità di diritti. È il segnale che i tempi sono maturi anche in Italia per l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini, gay e etero.
Chi lamenta l’invasività del potere giudiziario dovrebbe piuttosto interrogarsi sull’incapacità della politica di dare risposte serie ai problemi dei cittadini.

La cassa sanitaria aziendale è un benefit collegato alla prestazione lavorativa e quindi è parte integrante della retribuzione: bene ha fatto la Corte di Appello di Milano a smantellare l’assurdo principio, portato goffamente avanti dalla Banca, che le persone eterosessuali debbano essere retribuite più di quelle omosessuali”.
fonte http://www.queerblog.it Via | Vanity Fair

Lgbt: L'ultimo tabù Sport e omosessualità, al 27° Torino GLBT Film Festival

Se ne fa un gran parlare.
Si vocifera, si allude, si parla dietro le quinte, si nega l'evidenza, si respinge categoricamente, ci si nasconde dietro un dito o nell'omertà.


Il mondo dello sport resta l'ultimo baluardo del machismo, dell'ipocrisia, dell'omofobia e, purtroppo, anche del bullismo, nelle palestre come nelle scuole. Perfino negli apparati militari, nelle religioni, nelle chiese e negli ambienti della politica le diffidenze si diradano e i tabù si sbriciolano.

Per questo, nell'anno dei giochi olimpici di Londra e dei Campionati europei di Calcio in Polonia e Ucraina, il Festival dedica un Focus a un pregiudizio duro a morire, a uno sciocco, inutile retaggio.

L'ultimo tabù: le "nostre" Olimpiadi propone una serie di film a soggetto, documentari e cortometraggi che provano a raccontare e disinnescare con le armi della finzione e della testimonianza, un grande equivoco.

Che essere gay, lesbiche o transgender svilisca, offenda o snaturi lo sport come se l'esercizio fisico, la competizione, il gioco di squadra abbiano a che vedere con l'orientamento sessuale.

Un anacronismo inammissibile che, per fortuna, comincia a perdere colpi. Soprattutto nei paesi anglosassoni, nell'Europa Settentrionale, in Australia e in Sud America le cose cominciano a cambiare.

In molte discipline sportive come tennis, canottaggio, ginnastica, pattinaggio, nuoto e perfino rugby o football americano, sono molti gli atleti che hanno fatto coming out seguendo a ruota l'esempio di pionieri quali Martina Navratilova, Billy Jean King, Gregg Louganis.

Il Focus prevede due film di qualche anno fa che, nei rispettivi paesi, hanno avuto un grande successo (anche di botteghino): il tedesco Sommersturm, con protagonisti i ragazzi di una squadra di canottaggio, e l'islandese Eleven Men Out che affonda il dito nelle pieghe e nelle piaghe di uno degli sport più omofobi, il calcio. Ma c'è anche un film nuovo come Mi último round (Argentina/Cile), che segue la travagliata storia sportiva e d'amore di un pugile.

Nel documentario Renée, invece, si ricostruisce la vicenda vera della tennista Renée Richards, la prima transgender ad aver partecipato all'US Open nel 1977 e in Training Rules gli avvenimenti legati a una giocatrice di basket lesbica discriminata dal suo team.

Infine, una sintesi dell'inchiesta in due puntate, curata qualche anno fa dal giornalista La7 Paolo Colombo, all'interno del suo tv-magazine "V-ictory", un'utile sintesi documentata della storia della relazione pericolosa tra sport e omosessualità.
fonte http://www.tglff.com

LGBT SALUTE:PAOLA CONCIA CHIESTO ALLA FORNERO DL STOP LESBISMO COME MALATTIA "IL MINISTRO HA RISPOSTO CHE SI ATTIVERA’ SUBITO"

"Ho gia’ chiesto a ministro Fornero un decreto legge che cancelli la classificazione ‘lesbismo’ come malattia. Scoprire che per quello stesso Governo che sto sostenendo sono una ‘malata’ e, come me, tutte le lesbiche italiane, e’ a dir poco agghiacciante."

Lo dichiara Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico.
‘Ho gia’ chiesto al ministro Fornero, afferma Concia in una nota, di varare immediatamente un decreto legge con il quale poterci liberare di questa vergogna e mi ha risposto che si attivera’ subito per farlo, di concerto con il ministro della salute Balduzzi’.

Secondo Concia, ‘il mancato adeguamento al modello Icd10, che da anni ha sostituito a livello internazionale il precedente Icd9 in cui si classificava il lesbismo come disturbo ego-distonico e che scopriamo essere ancora in vigore nel nostro paese, e’ un fatto estremamente grave, che ci accomuna a quei paesi in cui l’omosessualita’ e’ considerata un reato perseguibile con la pena di morte’.

‘Vorrei non dovermi vergognare di essere italiana e mi auguro davvero, conclude Concia, che questa macchia che aleggia sulla nostra democrazia sia cancellata in tempi record’.
fonte (ANSA)

Lgbt: A destra qualcuno è a favore dei matrimoni gay

Qualcosa è cambiato, forse, nella politica italiana nei confronti dei diritti per le persone lgbt, grazie soprattutto all’iniziativa di Vanity Fair che sta dando voce ad alcuni parlamentari ed eletti che si mostrano molto più disponibili di quanto si potrebbe immaginare alle unioni civili e anche ai matrimoni gay.

In particolare è interessante osservare il sostegno ai matrimoni gay da politici di centrodestra, magari non tra quelli più influenti, ma certamente alcuni dei più noti.

Così Nunzia De Girolamo (in foto) del Pdl, Benedetto Della Vedova di Futuro e Libertà, Giancarlo Galan, ex ministro di Berlusconi hanno firmato l’appello della rivista a favore dei pari diritti pe coppie etero e gay. Alcune adesioni, però, erano prevedibili, come quelle delle donne ex socialiste, fra cui Margherita Boniver, Lella Golfo e soprattutto Chiara Moroni.

È più insolito invece che si esprimano a favore dei diritti gay personaggi meno “laici” e “libertari”, come Giuliano Cazzola,

ex sindacalista, esperto di welfare e docente universitario, addirittura «favorevole al matrimonio, non alle unioni civili».

Oppure Enzo Raisi,

esponente storico dell’ala «creativa» del Msi: «Uno Stato laico deve governare e dare soluzioni. In un Paese in cui il 50% dei bambini nasce da coppie di fatto, in cui il compagno di Dalla lo ricorda pubblicamente in chiesa a Bologna, continuare a ignorare il problema dei diritti o, peggio ancora, fare una distinzione tra eterosessuali e omosessuali, significa essere fuori dalla storia».

Da segnalare anche il senatore del Pdl Raffaele Lauro, cattolico praticante, vicino agli ambienti ecclesiastici.

«quello che serve è una legge, subito. Una legge che regolamenti i diritti delle coppie di fatto, anche gay, finora misconosciuti».

Seguiranno alle parole i fatti?
fonte http://www.queerblog.it da aelred

giovedì 5 aprile 2012

Gay e trans nel mondo del lavoro: un’indagine sia etero che lgbt, partecipa anche tu al questionario

Omosessuali e transessuali sono discriminati nel mercato nel lavoro?

La situazione è uguale in tutti i settori? Sta migliorando o peggiorando?

L’opinione delle persone eterosessuali sulle persone lgbt è uguale o diversa da quella che le persone lgbt hanno di se stesse?

Su questo argomento la ricerca scientifica è in ritardo in Italia e, in vista del Bologna Pride, è stata promossa un’indagine per raccogliere il punto di vista di tutta la popolazione (sia etero che lgbt).

Lo studio si chiama “Lavoro e minoranze sessuali in Italia” ed approfondisce la ricerca “Io Sono Io Lavoro” realizzata l’anno scorso.

L’indagine, a cui è possibile rispondere fino al 30 aprile (in forma anonima), è composta da un questionario di 15 domande che richiede circa 8 minuti per essere compilato.

> partecipa al questionario usando questo LINK:
https://unibopsych.eu.qualtrics.com/SE/?SID=SV_56gN5OnDrbJOum8

fonte http://www.napoligaypress.it

Lgbt: A Firenze il primo Laboratorio di videonarrazione sociale

L’iniziativa nasce all’interno del Festival-Concorso Raccorti sociali ed avrà, fra i suoi docenti, lo sceneggiatore de “L’ispettore Montalbano”, Salvatore De Mola ed il regista Paolo Benvenuti



Imparare a narrare il sociale e la realtà del volontariato con il linguaggio audiovisivo: questa l’idea del primo Laboratorio creativo di videonarrazione sociale che la Delegazione Cesvot di Firenze insieme ad Aiart – Associazione spettatori di Pisa, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana-Mediateca, propone a 20 volontari delle 575 associazioni di volontariato fiorentine.

Si tratta di un’esperienza unica nel suo genere che darà continuità operativa e professionale all’esperienza del Festival-Concorso Raccorti sociali. Piccoli film per grandi idee giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Iniziativa sostenuta da Cesvot per promuovere l’incontro fra cinema, solidarietà e volontariato e patrocinata dai fratelli Taviani.

Quello che si offrirà gratuitamente ai volontari è un percorso formativo della durata di 100 ore che si propone di far acquisire i principi fondamentali del linguaggio audiovisivo e le tecniche specifiche per raccontare con sensibilità ed originalità le storie della solidarietà.

“Le risorse tecniche, economiche ed umane che il Direttivo ha deciso di investire in questa iniziativa –dichiara Ivana Ceccherini, presidente della Delegazione Cesvot di Firenze – dimostrano l’interesse a costruire una rete di competenze nelle associazioni che può essere utilizzata anche per altri progetti nel prossimo futuro”.

Cinque le tappe previste: un approccio generale al mondo del cinema e della narrazione; una sezione dedicata alle tecniche di ripresa; una alla regia; un tirocinio presso le associazioni ed infine lezioni di montaggio e postproduzione.

Tra i docenti del cast, il direttore artistico del Festival Raccorti sociali, Cosma Ognissanti; il noto registaPaolo Benvenuti con il montatore Andrea Chiantelli (l’ultimo loro lavoro è il film “Puccini e la fanciulla” che svela il tragico segreto della presunta amante del compositore); Salvatore De Mola, sceneggiatore della fortunata serie “L’ispettore Montalbano”; Linda Griva, scrittrice; Giampiero Sànzari, musicista e scrittore.

Il laboratorio è gratuito ed è rivolto a giovani volontari preferibilmente fra i 18 e i 30 anni.
Il termine per presentare le domande è il 23 aprile 2012.
Gli incontri si svolgeranno ogni lunedì dal 7 maggio al 26 novembre (escluso luglio e agosto), dalle 14,30 alle 19,30, nei locali della Mediateca Regionale Toscana, in via S. Gallo, 25.
I lavori realizzati saranno proiettati al Cinema Odeon il 16 dicembre 2012, durante la giornata conclusiva della IV edizione di “Raccorti sociali. Piccoli film per grandi idee”.

LINK PER:
>> DEPLIANT:
http://www.cesvot.it/repository/cont_schedemm/7631_file.pdf

>> CALENDARIO:
http://www.cesvot.it/repository/cont_schedemm/7627_file.pdf

>> SCHEDA DI ISCRIZIONE:
http://www.cesvot.it/repository/cont_schedemm/7626_file.pdf

Per informazioni
Segreteria organizzativa Gianluca Giannini / Alessandra Turchetti
del.firenze@cesvot.it
ww.cesvot.it
fonte http://www.ireos.org

Lgbt: New York City Gay Pride 2012 Coca Cola sarà lo sponsor ufficiale

Si avvicina la stagione dei Gay Pride, e parliamo di un Gay Pride in particolare, quello che si terrà fra pochi mesi a New York City, un Gay Pride che farà ‘rallegrare’ la comunità lgbt di tutto il mondo.

A schierarsi a favore della comunità gay e ad esporsi nella battaglia per i diritti della comunità lgbt, è stato infatti anche un marchio famosissimo, quello della ‘Coca Cola‘! Ebbene si, gli organizzatori del Gay Pride di New York del 2012, che si terrà a partire dal prossimo 16 Giugno, e che si concluderà il 24 Giugno 2012, sono riusciti ad accaparrarsi uno sponsor ufficiale d’eccezione!

A commentare questa lietissima iniziativa, è stata nei giorni scorsi, la stessa Hallie Lorber, direttrice della Field Marketing dell’azienda ‘Coca-Cola’, che in una comunicazione ufficiale ha reso nota l’intenzione da parte della famosa azienda, non solo di rispettare la diversità di tutti, ma anche di schierarsi a favore dei diritti lgbt per la città di New York.

“Qui alla Coca-Cola, uno dei sette valori fondanti è la diversità e noi lo definiamo in un modo semplice: siamo inclusivi come i nostri brand“, ha fatto sapere nei giorni scorsi Hallie Lorber.

“Attraverso la nostra partnership con il NYC Pride – spiega inoltre la direttrice della Coca-Cola Company – speriamo di promuovere la diversità, riconoscendo i preziosi membri della famiglia Coca-Cola che contribuiscono alla costruzione del nostro business ogni giorno, oltre che le persone della comunità lgbt per le quali i nostri brand sono sinonimo di momenti di ottimismo, felicità e freschezza”.

Insomma, come potrete facilmente immaginare, l’appoggio da parte del famoso marchio alla manifestazione dell’orgoglio gay, è davvero un evento importantissimo. In passato l’azienda aveva dimostrato la propria apertura nei confronti delle tematiche lgbt, ma mai fino ad oggi la Coca Cola si era esposta fino a questo punto per i diritti della comunità gay.

Alcuni anni fa avevamo ad esempio parlato dell’iniziativa messa in atto da alcune multinazionali americane, fra le quali erano comprese anche quella della Coca Cola, Yahoo!, American Express e AT&T, di pagare le spese per il cambio di genere dei dipendenti transessuali.

Insomma, che l’azienda avesse un occhio di riguardo nei confronti dei dipendenti lgbt, sembrava già piuttosto chiaro, e il fatto che in occasione dell’imminente manifestazione del New York City Gay Pride 2012, la Coca Cola voglia assumersi il ruolo di sponsor ufficiale, non può che farci un enorme piacere!
fonte http://www.gaywave.it

Lgbt: Firenze il Servizio Civile sbarca a IREOS!

E’ stato pubblicato il Bando della Regione Toscana che prevede la possibilità per due ragazze o ragazzi dai 18 ai 30 anni di svolgere un anno di servizio civile ad IREOS (sede accreditata attraverso ANPAS) nell’ambito del progetto “DIVERSO DA CHI?”

Il progetto, che sarà presto disponibile online, prevede un impegno in 3 aree specifiche:

- La SALUTE, con l’attività del Consultorio della Salute di IREOS ed allo sportello informativo del Coordinamento Generale dei Gruppi di Autoaiuto

- La SCUOLA ED I CONTESTI GIOVANILI, con i molti progetti realizzati dall’Associazione su questo ambito

- La COMUNICAZIONE

Per un impegno di 30 ore settimanali è previsto un contributo individuale di 433 euro mensili per 12 mesi.

Per candidarsi occorre inviare la domanda (ALLEGATO 1)lo trovi a questo link:
http://www.ireos.org/img/pdf/Allegato1.pdf
entro il 28 aprile 2012, completa di curriculum vitae, copia documento d’identità, certificato medico con codice regionale e dicitura “idoneo al servizio civile regionale.

Le domande di iscrizione sono da consegnare o spedire a IREOS
(via de’ serragli, 3 – 50127 FIRENZE).

Per informazioni cell 3295688832 email info@ireos.org
fonte http://www.ireos.org

Lgbt: La relazione annuale della responsabile cultura Maura Chiulli Arcigay

La cultura è consapevolezza pratica legata alla propria esperienza individuale, che si fa concetto, in relazione alle influenze del mondo esterno, intrise dell’esperienza e dell’apporto trasmessi da altri individui e altri contesti spaziali e temporali.

Dunque la cultura è un complesso apparato interno dell’esistenza, che esprime, però, un doppio carattere: sociale e personale.

A seconda dei propri valori una cultura può essere aperta o chiusa.

Predisporre azioni culturali significa agire nel senso dell’apprendimento, della costruzione, della condivisione di modelli, idee, simboli, che, finalmente siano rappresentativi di tutto l’ambiente sociale. Un’azione non condivisa o addirittura escludente, non può essere definita culturale.

L’ambizione non è mai solo quella di rafforzare la subcultura lgbt basata sul genere e sull’identità sessuale, ma fare in modo che gli interessi e le esperienze condivisi da persone accomunate da una certa identità di sessuale o di genere possano diventare patrimonio culturale condiviso, esteso.

La cultura è parola, azione, esperienza, storia. Il nostro impegno ha percorso tutte queste direzioni, considerandone l’interdipendenza, ritenendo fondamentale per una profonda azione culturale la contaminazione con altri settori e ambiti di azione di questa Segreteria nazionale: giuridico, progettuale, salute. Letteratura, arte, eventi, seminari saranno i luoghi e nel contempo i motori delle nostre azioni..

Arcigay, attraverso i suoi canali comunicativi e soprattutto attraverso l’azione efficiente del suo Ufficio stampa, promuove e supporta ricerche, attività, progetti e pubblicazioni che sollecitano e sensibilizzano eterogenei tessuti sociali, e la Segreteria Nazionale, in tutte le sue deleghe, collabora poiché ritiene possibile e urgente una rivoluzione culturale nel nostro Paese, sempre più lontano dall’Europa civile.

E’ azione culturale la scelta dell’Associazione di istituirsi parte civile in un processo, la comunicazione costante con l’esterno sui temi di grande attualità legati al mondo Lgbt, la diffusione di comunicati stampa che sollecitino il mondo dei media all’utilizzo di un vocabolario adeguato, scientifico e sensibile, la predisposizione di eventi culturali e conferenze stampa per la promozione di progetti, la divulgazione dei risultati delle nostre ricerche nazionali, la commemorazione di giornate importanti, la produzione e la divulgazione di materiale informativo da introdurre nelle scuole per prevenire e contrastare il doloroso fenomeno del bullismo omofobico.

E’ stata una profonda azione culturale la partecipazione, anche economica di Arcigay alla definizione e alla realizzazione di tutti gli eventi culturali legati all’Europride 2011, così come la partecipazione dell’Associazione Nazionale al video Ti Sposerò, realizzato dal comitato bresciano, con una grande eco mediatica.

Tra i progetti culturali di quest’anno vi è il finanziamento e la partecipazione di Arcigay ad uno spettacolo teatrale realizzato all’interno del Gender Bender, qualitativamente molto interessante sul tema delle famiglie arcobaleno. In questo momento, per la delega alla cultura risulta fondamentale la definizione di una efficace campagna di comunicazione nazionale legata al 17 maggio, Giornata mondiale contro l’omofobia.

Con l’aiuto di tantissime volontarie e volontari è in corso di realizzazione il materiale informativo: si è ritenuto, visti i crescenti fatti di cronaca in tema di omofobia, che il messaggio da veicolare fosse quello dell’importanza della denuncia, sia che si subisca un atto di violenza verbale o fisica a stampo omofobico, sia che si risulti spettatori.

Io denuncio lo slogan e, in continuità rispetto alle altre importanti campagne nazionali realizzate quest’anno dall’Associazione, pensiamo a Diversamente uguali, si è scelto di far parlare direttamente i nostri volti. Donne, uomini, figli, madri, nonni, padri, famiglie che testimoniano la necessità di un impegno diretto e personale nel contrasto dell’omofobia.

“E’ meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”, sono le parole di Edgar Morin. Una testa che organizza le conoscenze, una testa che le connette, le collega, le separa, le sintetizza, una testa critica, questa è una testa ben fatta.

La cura del particolare, l’interesse esclusivo per la propria condizione, l’egoismo, l’azione volta all’amministrazione dell’utilità del singolo individuo a discapito della collettività, manifestati dall’opera del nostro attuale sistema politico non possono che allontanarci dalla scuola della comprensione umana, del futuro.

Fornire una cultura che permetta di scegliere, di contestualizzare, di risolvere problemi complessi, di affrontare l’incertezza; mostrare, disegnandolo, il vantaggio della comprensione umana, della tolleranza, dell’affiliazione, queste sono le sfide per le quali amiamo combattere.
Maura Chiulli Responsabile nazionale Cultura
fonte http://www.arcigay.it

mercoledì 4 aprile 2012

Lgbt Napoli: A Forcella un laboratorio di moda per trans e donne del quartiere

Vecchi abiti acquistano una nuova vita con i giusti tagli e colori: il progetto è realizzato dalla cooperativa Dedalus

NAPOLI
È il papà di Annalisa Durante, ragazzina di quattordici anni uccisa per “errore” dalla camorra otto anni fa, a osservare le donne inserite nel progetto “Marcella”. Con abili mani e tanta fantasia danno forma a nuovi capi nell’ex cinema di via Vicaria Vecchia di Forcella, a Napoli.

Donne, mamme degli alunni della scuola “Ristori”, giovani immigrate e un gruppo di trans napoletane condividono uno spazio comune fino a settembre per dar vita alla loro creatività. Non è un corso di taglio e cucito, ma è un momento di condivisione e di scambio per creare abiti unici e “sfidare” il mercato.

A seguire il gruppo di partecipanti c’è Riccardo Sivelli, affiancato da un team di esperti, Paola Esposito, Sabrina del Pozzo, Adal Comandini e il consulente di moda, Luca Bordini.

«Abbiamo iniziato questo progetto - spiega il coordinatore Sivelli, aprendo gli armadi per recuperare vecchi vestiti come pantaloni, gonne, giacche. Con abilità e con un percorso artistico, proviamo a reinventare capi unici con nuovi colori e con nuovi materiali.
L’obiettivo è creare aggregazione, integrazione e avere una prospettiva lavorativa futura». La sfida è creare un canale telematico dove “mettere in vetrina” le opere realizzate e creare un format tv: aggregazione è la parola che accompagna le donne in questo percorso. Storie di vita che s’intrecciano con fili di cotone e stoffe colorate per superare i pregiudizi.
«Le persone con un vissuto difficile – spiega Daniela Lourdes Falanga, segretaria Associazione trans di Napoli – devono riprendersi la loro vita. Attraverso l’inserimento sociale è possibile superare gli stereotipi, come la prostituzione ».

IL PROGETTO
Dieci sono le donne più attive che si muovono nell’ex cinema di Forcella una settimana al mese.

Il corso, che prende il nome di Marcella di Folco, presidente del Movimento Identità Transessuale, scomparsa recentemente, è realizzato dalla cooperativa Dedalus,in collaborazione con l’associazione Trans di Napoli (Atn), l’associazione Priscilla con il sostegno dell’assessore alla Cultura di Napoli e della scuola Ristori Durante.

Anna è contenta di lavorare all’interno dell’ex cinema di Forcella, sorride anche il papà di Annalisa Durante: «Il quartiere – spiega Giovanni – vuole utilizzare questi spazi, chiusi per troppo tempo.

C’è bisogno di aggregazione, di condivisione.
Abbiamo trovato nell’amministrazione e nell’assessore Di Nocera un interlocutore capace di ascoltare le nostre richieste».
fonte http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it di Stefania Melucci

Lgbt: Elezioni amministrative 2012: Claudio Lo Bosco candidato per il Comune di Palermo

Il 6 e 7 maggio a Palermo si vota per l'elezione del Sindaco e per il rinnovo del Consiglio Comunale per il quale è candidato, nella lista di Sinistra PRC - Verdi per Leoluca Orlando Sindaco, l'esponente del movimento LGBT siciliano Claudio Lo Bosco.

L'impegno di Claudio Lo Bosco, come lui dichiara, è quello per la costruzione di una città dei diritti!

Lo Bosco, da sempre è impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori, ricoprendo varie cariche presso la CGIL. Da qualche mese è il Responsabile dell'Ufficio Nuovi Diritti della CGIL Sicilia.

Il suo impegno, inoltre, negli anni è stato rivolto verso le lotte per la conquista dei diritti delle persone LGBT, essendo stato Coordinatore Nazionale del GLO (Gruppo di Liberazione Omosessuale del PRC) dal 1998.

E' stato tra i fondatori, nel 2006, dell’Associazione Omosessuale ArticoloTre di Palermo, ridando vita all'impegno LGBT in città che da qualche anno si era assopito. Ha organizzato, assieme ad altri, per la prima volta, il Pride a Palermo, che dal 2010 è diventato un appuntamento partecipato e atteso dalla città.

Claudio Lo Bosco inoltre, in questi anni, è sempre stato accanto ai vari movimenti di lotta che hanno caratterizzato il conflitto nella nostra città di Palermo, a partire, per esempio, dal movimento studentesco.

Lo Bosco vuole portare il suo impegno anche dentro il Consiglio Comunale di Palermo, per far si che ad occuparsi dei temi della comunità LGBT sia chi da anni lavora per l'ottenimento dei diritti sul territorio, senza necessariamente dover fare affidamento a quei consiglieri comunali che, seppur sensibili alla causa, sono pur sempre persone esterne al movimento.

Di seguito il programma di Claudio Lo Bosco:

La lotta contro le discriminazioni delle persone LGBT è una battaglia che può esser vinta solose condotta mettendola in collegamento con tutte le altre vertenze aperte sul territorio, che hanno per oggetto le disuguaglianze di cui sono vittime le più differenti minoranze. La battaglia per la conquista dei beni comuni non sarà mai vinta, se non si diffonderà la coscienza che nel concetto di bene comune rientrano a pieno titolo i diritti civili come beni comuni immateriali.

Del resto, penso che la riflessione sui bei comuni, qualsiasi essi siano, resta monca e non efficace se non è basata sul pilastro dei diritti, perché nonesiste bene comune se, prima, non esistono dei soggetti che collettivamente sipensano detentori alla pari di un diritto su un bene e ne rivendicano l'esigibilità.

La lotta per i diritti delle persone LGBT ha così pari dignità rispetto a tutte le altre, essendo parte insieme a queste della più generale piattaforma per i beni comuni. Quindi, non è più possibile fermarsi soltanto ai riconoscimenti simbolici, che ormai da più di dieci anni gay, lesbiche e trans ricevono in questoPaese e che non hanno portato a nessun avanzamento sulle questioni LGBT.

Anche a Palermo, a livello comunale, la maggioranza uscente di centrodestra ha compiuto degli atti solo simbolici, con l'approvazione di due mozioni che però non sono mai state applicate.

Noi ovviamente ci impegniamo a fare di più, come, per esempio, sin da ora, l'inserimento nel programma della complessa applicazione delle due mozioni già approvate in materia dal Consiglio comunale e, in generale, la previsione di serie campagne contro le discriminazioni. In particolare si deve dare piena attuazione ai due punti della prima mozione approvata, quella contro l’omofobia:

a) aderire alla rete Ready – Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

b) promuovere la costituzione di un osservatorio (con amministrazioni, prefettura, associazioni, mondo del lavoro) per l’analisi dei fenomeni di discriminazione e violenza contro le persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), la sensibilizzazione delle pubbliche amministrazioni e della pubblica opinione e la promozione di azioni positive contro omofobia, intolleranza e discriminazione.

Per quanto riguarda la seconda mozione, quella che impegna il Comune ad istituire il registro delle unioni civili, bisogna attuarla ma imboccando la via che hanno preso le amministrazioni comunali di Milano e Napoli.

Con recenti provvedimenti, negli ambiti di loro competenza, questi Enti locali hanno dimostrato di voler riconoscere la possibilità della concreta fruizione di ben definiti diritti anche alle persone LGBT, attraverso i servizi da loro erogati nei campi, per esempio, dei servizi sociosanitari, dell'accesso alla casa e dei servizi scolastici. Solo in tal modo si sostanzia al meglio il concetto dei beni comuni, garantendo a tutte e tutti l'esigibilità dei loro diritti, qualsiasi essi siano.

In questo percorso non saremo soli, perché al nostrofianco ci sono già e ci saranno tutte le persone che hanno partecipato ai due Pride tenuti a Palermo (nel 2010 e nel 2011 rispettivamente 15.000 e 20.000).

Si tratta di tutta una parte della città: donne e uomini, giovani e meno giovani, migranti, disoccupati, senza casa, studenti, ovviamente in maggioranza eterosessuali, che hanno riconosciuto in quella manifestazione e in quella lotta un luogo nel quale far confluire e rendere visibili tutte le istanze non riconosciute di cui sono portatrici e portatori.

Hanno così dimostrato dipossedere la consapevolezza che i diritti civili e, in particolare, i diritti delle persone LGBT non sono questioni da affrontare sempre e comunque in un secondo tempo, ma sono questioni centrali nelle quali si possono riconoscere tutte e tutti. Hanno dimostrato quindi di credere già che i diritti civili sono a tutti gli effetti beni comuni da richiedere a gran voce per la città diPalermo.

Anche quest'anno (23 giugno) si terrà il Pride e l’Amministrazione dovrà sostenerlo e parteciparvi in maniera concreta, al contrario di quanto è avvenuto negli anni precedenti, quando anche qui si è agito solo a livello simbolico, concedendo il semplice patrocinio. Il Comune deve intervenire in favore del Pride del 2012, anche per preparare al meglio la città al Pride nazionale del prossimo anno (2013), che molto probabilmente si svolgerà per la prima volta a Palermo.

Il Comune si deve impegnare a far si che l'eventuale Pride nazionale del 2013 sia una grande occasione di trasformazione e rilancio della nostra città, un evento storico che faccia di Palermo la citta dei diritti conquistati per tutti i cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale, dal loro genere, dalla loro condizione sociale, dalle loro credenze politiche e religiose e dalla loro razza.

Il Pride nazionale a Palermo diventerebbe così anche un momento di ampia visibilità nazionale e internazionale.
ALTRE INFO: http://blog.libero.it/claudiolobosco/
fonte http://www.gaynews.it/

Napoli: “Sessualità e diritti lgbt” aperte le iscrizioni ai workshop che si svolgeranno il 19 e 20 aprile

Si svolgeranno il 19 e 20 aprile, nell’ambito del convegno “Sessualità e diritti lgbt”, presso la sede della Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II quattro workshop di approfondimento sui temi lgbt.

Nel corso delle due giornate si tratterà dei rischi alla salute connessi ai comportamenti sessuali, si analizzerà la tutela in materia di orientamento e di identità sessuale nel lavoro, si affronterà la consapevolezza della complessità del processo di costituzione dell’identità (e la facilità di scivolare in stereotipi e pregiudizi) e si evidenzieranno le aspettative e i dubbi nei confronti del tema delle famiglie omogenitoriali.

“L’invito - afferma Fabio Corbisiero, docente dell’Università degli Studi di Napoli - è rivolto non solo a studenti e operatori di area umanistica e sociale, ma a tutte le persone che vogliano misurarsi con esperienze e competenze che torneranno a loro utili sul piano umano e professionale”.

I workshop sono così strutturati: Salute e comportamenti sessuali (condotto da Amalia Caputo, docente dell’Università e Loredana Rossi, presidente dell’Associazione Transessuali Napoli, e moderato da Andrea Morniroli, operatore sociale); Pratiche e strumenti di diritto civile e penale (condotto dagli avvocati Gian Paolo Picardi e Salvatore Simioli, e moderato da Maria Cristina Cimaglia, professore in Diritto del lavoro presso La Sapienza di Roma); Fronteggiare l’omofobia. Pratiche e strategie psicologiche (condotto da Anna Lisa Amodeo, docente della Federico II con una relazione di Giovanna Camertoni di ArciLesbica); Nuove famiglie e omogenitorialità (condotto da Giorgia Di Lorenzo, counselor, e Susanna Lollini, avvocatata, con le esperienze di Delfina e Martina di Famiglie Arcobaleno).

Per iscriversi ai workshop occorre seguire le indicazioni presenti sul sito convegnolgbtnapoli2012.info.

Il numero dei posti disponibili per ciascun modulo è limitato. La partecipazione ai workshop è gratuita.
Verrà rilasciato un attestato.

I workshop si terranno nelle aule S1, S2, T1, T-1 dalle ore 14.00 alle ore 17,00.
La Facoltà di Sociologia in vico Monte della Pietà 1
(nei pressi di via San Biagio de’ Librai)
fonte http://www.napoligaypress.it

Arisa ospite d'eccezione all'inaugurazione del Torino Glbt Film Festival “Da Sodoma a Hollywood” 19-25 aprile

Arisa ospite d’eccezione all'inaugurazione della 27a edizione del Torino GLBT Film Festival “Da Sodoma a Hollywood” (19-25 aprile), diretto da Giovanni Minerba,
nel corso della serata evento che si svolgerà la sera di giovedì 19 aprile presso la sala 6 dell'UCI Cinemas Lingotto di Torino.

Invitati anche altri esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo.

Cantante, attrice, scrittrice, personaggio televisivo, Arisa regalerà al pubblico del Festival sicuramente grandi emozioni con un’esibizione a sorpresa per la quale ha dichiarato: «Ho accettato l’invito perché ho capito che è un Festival coraggioso e tutte le cose fatte con coraggio meritano rispetto e adesione».

Negli ultimi mesi l’artista ha mostrato un indubbio eclettismo: apprezzata attrice in Tutta colpa della musica di Ricky Tognazzi e La peggior settimana della mia vita di Alessandro Genovesi; "cantante pensante" nel personaggio televisivo di "Victor Victoria" su La7; vera rivelazione nelle vesti di giudice della quinta edizione di "X Factor" su Sky Uno; autrice del romanzo Il Paradiso non è granché (storia di un motivetto orecchiabile), in cui freschezza e ironia s'intrecciano con un'osservazione acuta, a tratti amara, della realtà.

Tante tracce di un percorso artistico che ora riprende la sua corsa sul sentiero prediletto: quello della musica, attraverso un tour teatrale che toccherà i palchi più prestigiosi prima di proseguire attraverso l’Italia con i concerti estivi.

La quarta partecipazione consecutiva al Festival di Sanremo, con la canzone La notte, le ha regalato il 2° posto sul podio ma anche la vittoria morale, preludio al terzo album Amami, arrangiato e prodotto artisticamente da Mauro Pagani.

Il disco è entrato immediatamente nella top ten dei più venduti, mentre il singolo è il più trasmesso nelle radio e il più scaricato da iTunes.
Amami è il disco della maturità, perché gli ostacoli del cuore e della vita aiutano a crescere e Arisa ha fatto il pieno di emozioni, uscendone rafforzata come donna e come artista.

«In passato sono sempre stata troppo attenta a non risultare scomoda per nessuno. L'invidia della gente mi fa paura, sottolinea la cantante.
Per anni mi sono sentita in debito con tutti, qualsiasi cosa facessero o non facessero per me.
Vivere delusioni serie mi ha reso più coraggiosa e cosciente del fatto che esisto anche io.
Ho trovato la forza di comunicare tutta me stessa,
senza aver paura del giudizio altrui».
sito festival: www.tglff.com
fonte http://www.cinquew.it/

Lgbt Radio: A “Oltre le Differenze” si parla di matrimoni gay: i tempi sono maturi? venerdì 6 aprile

Su Antenna Radio Esse una finestra su omosessualità e non solo.

Nella puntata di venerdì 6 aprile del format radiofonico dedicato al mondo LGBTQ, anche la testimonianza di una figlia che racconta il coming out della madre lesbica

Dopo due settimane di pausa torna in onda Oltre Le Differenze, il format radiofonico dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini, per parlare di matrimonio tra persone dello stesso sesso... i tempi sono maturi?

Alla luce delle pressioni che arrivano dall'Unione Europea e della recente sentenza della Corte di Cassazione, nella puntata di “Oltre le Differenze” che andrà in onda venerdì 6 aprile alle 21 sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50, 99.10) o anche in diretta online su www.antennaradioesse.it, e in replica sabato 7 dalle 15 circa - torniamo a parlare di riconoscimento delle unioni tra persone omosessuali.

Nelle settimane scorse è stata resa nota la sentenza n. 4184 della Corte di Cassazione, definita da molti epocale per alcune affermazioni rese sul riconoscimento delle unioni gay, in particolare afferma che "le coppie omosessuali godono pienamente di un diritto alla vita famigliare" e quindi viene meno il pressupposto indispensabile della diversità di sesso per contrarre il matrimonio.

Ne parleremo nel dettaglio con l'avvocato Francesco Bilotta, docente dell'Università di Padova, tra i fondatori di Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBT e padre di questa strategia giudiziaria.

Ci chideremo anche come stanno e come vivono i figli delle persone omosessuali o transgender, attraverso la toccante testimonianza di Francesca, figlia 19enne di Cecilia D'Avos, tra i fondatori di Rete Genitori Rainbow, (associazione di genitori LGBT con figli avuti da precedenti relazioni eterosessuali) la quale racconterà il coming out della madre lesbica e la sua esperienza.

Non mancheranno anche i consigli dello scaffale: con i libri, i film e gli appuntamenti a tema. Come sempre c’è la possibilità di contattare la redazione del programma chiamando il 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@​​gmail.com.

E’ possibile inoltre visitare la pagina fan su Facebook e il blog: oltreledifferenze.wordpress.​​com che contiene l'intero archivio delle puntate già andate in onda.
fonte redazione.oltreledifferenze

martedì 3 aprile 2012

Lgbt Palermo: Il SICILIA QUEER filmfest vi invita all'anteprima di "GOOD AS YOU" Mercoledì 4 aprile alle ore 21

Mercoledì 4 aprile, alle ore 21 al Cinema Rouge et Noir (Palermo)
Master Five cinematografica, Iris Film e il SICILIA QUEER filmfest
vi invitano all'anteprima di "GOOD AS YOU"

La prima gay comedy tutta italiana intervengono il regista Mariano Lamberti
e gli interpreti Enrico Silvestrin, Lorenzo Balducci e Diego Longobardi

ingresso euro 7,50 (ridotto 5 euro per i possessori di QueerCard)

«Liberamente tratto dall'omonima commedia teatrale di Roberto Biondi, "GOOD AS YOU" di Mariano Lamberti (titolo che si potrebbe tradurre con "Proprio come te", e riproduce lo slogan del movimento omosessuale durante le marce di protesta alla fine degli anni Sessanta) è la prima "gay comedy" tutta italiana, che uscirà nelle sale italiane il 6 aprile 2012.

Interpretato da Enrico Silvestrin, Lorenzo Balducci, Daniela Virgilio, Lucia Mascino, Elisa Di Eusanio, Diego Longobardi, Micol Azzurro e Luca Dorigo, il film racconta con semplicità e ironia l'intreccio e le storie di otto personaggi (quattro uomini e quattro donne) tutti più o meno consapevolmente gay, destinati ad incrociare le loro strade nella notte di Capodanno.

Complici l'alcool e una certa atmosfera malinconica e romantica, gli otto si troveranno alle prese con un turbinìo di confessioni inaspettate, segreti svelati, gelosie e colpi di testa che (ri)accenderanno travolgenti quanto improbabili passioni.

Otto amici alle prese con amori, imprevisti, sorprese, gioie e dolori, nevrosi sentimentali, frustrazioni lavorative, piccoli e grandi tradimenti.

"Good as you" è il mondo gay presentato senza facili condiscendenze, senza finti pudori (ma neanche morbose curiosità), dove al giudizio si sostituisce un osservare empatico ma allo stesso tempo oggettivo. Uno spaccato allegro, autoironico e divertito (a volte provocatoriamente onesto) su vizi e virtù della comunità stessa. Uno sguardo non "sul" mondo gay, ma "dal" mondo gay: qualcosa di veramente inedito per il nostro Paese». (Roberto Venturini)

Sconsigliato a chi vuole trovare specchiato sul grande schermo il proprio magone o le inquietudini personali, Good As You è una spensierata ondata di freschezza ideale per tutti.

Più info al link:
http://www.siciliaqueerfilmfest.it/2012/it/notizie/92-anteprima-good-as-you.html
fonte http://www.siciliaqueerfilmfest.it/

Lgbt: Al via sondaggio europeo su gay, lesbiche e trans, Arcigay invita alla compilazione

Ad eccezione di qualche notizia occasionale relativa alla discriminazione delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans (LGBT), esistono pochissimi dati comparabili raccolti in tutta l’UE sulle esperienze quotidiane delle persone LGBT in merito alla discriminazione.

In risposta a tale situazione, l’Agenzia per i Diritti Fondamentali (FRA) dell’Unione Europea ha lanciato il primo sondaggio on-line in assoluto a livello UE per avere un quadro dettagliato della vita delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans (maggiorenni) che si cercherà di stabilire sulla base delle loro esperienze.

Il sondaggio riguarda i 27 Stati membri dell’Unione Europea (compresa Italia) e la Croazia.

In quanto primo sondaggio di questo tipo a livello UE, i risultati sosterranno lo sviluppo delle politiche relative alla parità di trattamento per le persone LGBT nell’Unione Europea e dovrebbero determinarne il programma per gli anni a venire.

In base ai risultati del sondaggio, i responsabili delle decisioni prese a livello nazionale ed europeo, nonché le organizzazioni non governative saranno in grado di orientare meglio le loro strategie ed attività di difesa e sostegno delle comunità LGBT per vivere ed esprimersi liberamente in un ambiente non discriminatorio.

Il sondaggio è completamente anonimo (nessun dato sui partecipanti e le loro sessioni sono accessibili in alcun modo). Il sondaggio è a cura di Gallup, società di consulenza e di sondaggi professionali.

Al fine di dare peso ai risultati, il Sondaggio europeo LGBT conta sulla partecipazione di un ampio e vario gruppo di persone lesbiche, gay, bisessuali e trans in ogni paese.

Pertanto, per la riuscita di questo sondaggio è estremamente importante che si raggiunga un ampio gruppo target, grazie all’aiuto dei partecipanti che possono inviare il sondaggio per email, condividerlo attraverso i social network o semplicemente invitare gli amici LGBT a parteciparvi.

Il sondaggio è a questo link:
https://www.lgbtsurvey.eu/html/lgbt2t/startpage.php?lang=ITe
Arcigay invita tutte e tutti a compilarlo.
fonte http://www.arcigay.it

Lgbt: E' Transessuale nuovo presidente Arcigay di Cuneo

E' sarta e lavora a Mondovì
“Diffidavo dell’associazionismo.

Ho conosciuto il circolo Arcigay di Cuneo dopo uno spiacevole episodio di mobbing, che mi ha ferita, mentre iniziavo il mio periodo di transizione di sesso, alle Molinette di Torino”.

Leda Artemisia Morena, 32 anni, vive a Mondovì ed è una sarta: è stata eletta nuovo presidente del circolo Arcigay di Cuneo. Sostituisce Emanuele Sigismondi, 24 anni, che ha guidato l’associazione di lesbiche e gay e transessuali dalla fondazione, nel 2008. Gli iscritti nella Granda sono oltre 700.

In Municipio a Cuneo si è svolta l’assemblea provinciale del sodalizio.
Erano presenti anche gli assessori del Comune di Cuneo Patrizia Manassero e Elisa Borello, la sindacalista Cgil Sophia Livingstone e il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Franca Giordano.

Quali sono le iniziative del circolo provinciale Arcigay?

“Dibattiti, incontri periodici nella sede di via Amedeo Rossi a Cuneo, banchetti. L’ultima iniziativa a livello nazionale sono i gruppi di auto-mutuo-aiuto “Amleto”. A Cuneo sono ogni due settimane: sono una “facilitatrice”, ossia chi, attraverso il dialogo, cerca di aiutare i componenti del gruppo”.

Perché il nome “Figli della Luna” del circolo di Cuneo?

“Il nome è stato scelto nel 2008: una citazione del Simposio di Platone, ma anche un rimando a Fabrizio de Andrè di cui sono una grande fan”.

Perché è importante un’associazione faccia sentire la voce di lesbiche, gay, bisessuali e transgender?

“Fare comunanza significa non sentirsi soli nella quotidianità, nel lavoro, negli affetti. Diventi un po’ una famiglia, si lanciano messaggi, si spiega che “siamo qui e siamo come voi”.
L’Arcigay è nata per abbattere stereotipi e pregiudizi”.

Un giudizio sulla situazione in provincia?

“Alcuni iscritti ancora non spiegano le loro scelte e orientamenti sessuali in famiglia o hanno difficoltà a parlane sul lavoro. Per l’omosessualità sono stati fatti passi da gigante, per il transessuale ci sono timori assurdi (come far evitare ai transessuali il contatto con il pubblico) o vige ancora lo stereotipo della prostituzione. Ma nella provincia puoi farti conoscere, mentre nelle città grandi c’è il rischio di restare soli.
Mi piace la città dove vivo, serve lanciare questi messaggi anche in realtà più piccole.
E poi nell’associazione ho anche conosciuto il mio attuale compagno”.
fonte http://edizioni.lastampa.it di lorenzo boratto foto Sergio Lanteri

Lgbt: E’ nato il Comitato provinciale Arcigay Foggia "Le Bigotte"

Durante i lavori congressuali è stato nominato il Consiglio direttivo formato da: Gianfranco Meneo, Presidente, Valentina Vigliarolo, Vicepresidente, Bruno Colavita, Segretario, Laura Cinquepalmi, Tesoriera, Francesco Camasta, consigliere


Sabato 31 marzo nei locali della Biblioteca Provinciale di Foggia “La Magna Capitana” si è costituito il primo Comitato Provinciale Arcigay Foggia.

L’incontro ha visto la presenza di Elena Gentile, Assessora al Welfare e Pari Opportunità della Regione Puglia, della Consigliera di Parità della Provincia di Foggia Antonietta Colasanto, del sindaco di Foggia Gianni Mongelli, del presidente nazionale Arcigay Paolo Patanè.

La costituzione del comitato provinciale conclude il lavoro intrapreso dal Comitato promotore che negli ultimi mesi ha diffuso in città una nuova politica della discussione e del confronto sui temi afferenti la comunità lgbt (lesbica, gay, bisessuale, transessuale).

Durante i lavori congressuali è stato nominato il Consiglio direttivo formato da: Gianfranco Meneo, Presidente, Valentina Vigliarolo, Vicepresidente, Bruno Colavita, Segretario, Laura Cinquepalmi, Tesoriera, Francesco Camasta, consigliere.

Si tratta di un traguardo storico per Foggia che ancora una volta dimostra che la voglia di fare può portare, in una terra considerata zona franca per la diffusione di certi temi, nuove grammatiche del confronto, della discussione in senso propositivo e costruttivo. Il Comitato Arcigay Foggia si propone di sollecitare le istituzioni locali e la comunità su tematiche che privilegiano la necessaria laicità del nostro Paese e il raggiungimento della piena uguaglianza dei cittadini.

Temi come il riconoscimento del registro delle unioni di fatto e la maggiore divulgazione delle tematiche lgbt anche in collaborazione con le agenzie formative, possono indubbiamente considerarsi il punto di partenza irrinunciabile del neonato Comitato.

Nella gestione e realizzazione delle attività sarà cura del Comitato stesso sollecitare le figure politiche preposte ai loro compiti poiché la comunità è stanca di attendere forme di riconoscimento che sono solo proclamate ma di fatto tradite.

La sede del Comitato si trova in via Brindisi 43 presso il circolo Rosa Luxemberg.
Su Facebook: Arcigay Foggia Le Bigotte.
fonte http://www.foggiatoday.it

Lgbt: I gay non sono normali: le accuse shock di Massimo Calearo

Secondo Massimo Calearo (in foto) , i gay non sono normali.

Ce lo sentiamo dire quasi ogni giorno, e quasi ogni giorno restiamo perplessi e offesi di fronte alla cecità di certe persone, persone convinte di conoscere “ciò che è giusto e ciò che è sbagliato”, persone talmente arroganti da credere di poter giudicare un essere umano per via del suo orientamento sessuale.

Questa volta a deludere è stato Massimo Calearo, deputato di Popolo e Territorio ex Pd e Api, che in una recente intervista ha espresso il suo deludente punto di vista in merito all’omosessualità e ai gay in generale, che a detta del politico – come avrete ben capito – non sono affatto persone normali.

Si torna a parlare di un argomento – affrontato anche da Carlo Giovanardi – che proprio qualche settimana fa aveva tenuto banco nel mondo dell’informazione: i gay che si baciano! Sembra incredibile (e anche un po’ ridicolo), ma c’è ancora chi sente il bisogno di dichiararsi inorridito di fronte alla più banale e tenera espressione d’amore: il bacio.

“Due gay che si baciano? Mi fa schifo, lo facciano a casa loro. Mi giro dall’altra parte. Io sono normale purtroppo, mi piacciono le donne. Hanno altri gusti. La normalità è soggettiva, per me non sono normali”, ha dichiarato il politico in un’intervista rilasciata alla Zanzara, il programma in onda su Radio 24.

Dichiarazioni che, com’è comprensibile, hanno irritato l’intera comunità lgbt, stanca di tollerare simili stupidaggini e simili esternazioni. Immediata la reazione dell’attivista gay Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori, che proprio ieri ha dichiarato: “Ognuno ha la sua idea di normalità, ma non può insultare gli altri.

Se poi a parlare è Calearo, la situazione è ancora più grottesca. Come può, infatti, una persona che ha fatto dell’opportunismo politico la sua bandiera, esprimere giudizi morali?”.

Come saprete, Massimo Calearo è finito al centro della bufera anche per aver letteralmente sparato a zero contro il Parlamento, dichiarando di non avere nessuna intenzione di presentarsi in aula, ma di voler tuttavia continuare a percepire lo stipendio, dal momento che deve ancora finire di pagare il mutuo per la sua villa.

“Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. E’ una casa molto grande…”,
avrebbe dichiarato il politico, giustamente accusato da Giancarlo Lehner, di Popolo e Territorio, di essersi fatto “un grappino” prima di rilasciare la famosa intervista.

In seguito alla polemica scoppiata per via delle dichiarazioni relative al suo “lavoro” in Parlamento, e dopo aver ricevuto insulti e attacchi da ogni parte, il politico ha infine rilasciato un’intervista al Fatto Quotidiano, dove ha annunciato le sue dimissioni: “Lo sa che le dico? – avrebbe sbottato Calearo - Basta, mi dimetto, così la finiamo con le polemiche.

Aspetto solo che quegli sciocchini del Pd la smettano di spararmi addosso, poi scrivo la lettera per Fini. Li avevo avvisati che non ero mai stato di sinistra, sono un moderato, al massimo posso essere un laburista“, ha poi commentato.

Detto questo, Massimo Calearo spiega anche il motivo della sua scarsa presenza alla Camera. A quanto sembra, alla base di questa situazione vi sarebbe stata la malattia della moglie: “Le mie assenze alla Camera – ha esordito il politico – sono cominciate alla vigilia di Natale.

In quei giorni mia moglie si è ammalata seriamente. Ho scelto di rimanerle vicino.
È morta il 19 marzo scorso. Nel frattempo ho ripreso a lavorare nella mia azienda. Quando sono ritornato in Aula sono stato male, ho provato un grandissimo disagio e ho cominciato a schifare una classe politica che è sempre la stessa”.

Nonostante il nostro dispiacere per quanto avvenuto a sua moglie, non possiamo non ammettere che le dichiarazioni rilasciate dal politico, sia quelle inerenti alla comunità lgbt che quelle che riguardano il Parlamento, fanno letteralmente “cadere per terra le braccia”, ma voi cosa ne pensate ragazzi? E’ mai possibile che ci sia lo zampino di “un grappino”?

Gli ultimi 10 insulti dei politici al mondo gay


Di insulti da parte della classe politica nei confronti del mondo gay ne sentiamo spesso e (mal)volentieri, ma quali saranno gli ultimi attacchi quelli che hanno fatto storcere il naso alla comunità lgbt in tutto il mondo?

Delle accuse lanciate da Massimo Calearo ne abbiamo appena parlato, ma purtroppo per noi, le assurdità non finiscono certo qui! Ecco una lista delle ultime frecciate lanciate dai politici alla comunità gay:

* La deputata Santolini: “C’è chi è gay, c’è chi è etero, e c’è chi è pedofilo”
* Secondo Romano La Russa i gay sono malati e vanno curati
* Per Giuseppe Ciarrapico i gay andrebbero mandati in miniera
* Carlo Giovanardi: “Vedere un bacio gay è come vedere un uomo che fa pipì per strada”
* Baci e matrimoni gay? Secondo Saverio Romano sono imbarazzanti
* ‘Paola Concia lesbica e orgogliosa? Lo sono anche i ladri’, l’attacco di Domenico Scilipoti
* Da una coppia gay, nascono solo figli gay secondo Domenico Scilipoti
* I gay sono un’aberrazione genetica secondo il sindaco di Sulmona
* In Finlandia si propone di rinchiudere i gay su un’isola insieme ai neri
* L’acqua fa diventare gay secondo il sindaco di Huarmey
fonte http://www.gaywave.it/articolo/i-gay-non-sono-normali-le-accuse-shock-di-massimo-calearo/38647/

Lgbt Firenze: Presentazione del libro "Oltre il confine" di Gianfranco Iovino, Palazzo di Parte Guelfa Venerdì 6 aprile


Venerdì 6 aprile, alle ore 11:00 all'interno della prestigiosa "sala dei gigli" del Palazzo di Parte Guelfa a Firenze, sarà presentato il nuovo romanzo di Gianfranco Iovino "oltre il confine", un viaggio doloroso tra depressione e abusi sessuali che sta riscuotendo un grande successo di critica e vendite in tutta Italia e si appresta a ricevere l'ambito premio letterario internazione "Città di Cattolica 2012".

Il romanzo, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Sassoscritto, affronta il delicato tema della depressione distimia, di cui è malata la protagonista del racconto per colpa degli abusi sessuali subiti in età adolescente da parte del padre, ed ha la particolarità di essere legato alla Fondazione Onlus Luca Barbareschi di Roma, da sempre impegnata nella lotta contro la pedofilia e la pedopornografia, in quanto i diritti dell'autore sulle vendite sono stati completamente ceduti alla Fondazione per contribuire alla diffusione di campagne di sensibilizzazione e informazione.

L'evento cittadino, a cui parteciperà l'Assessore alla politiche Sociali Stefania Saccardi, è fissato per venerdì 6 aprile alle ore 11:00.

Saranno presenti la Sassoscritto editore e la cantante Moka che interpreterà la colonna sonora del romanzo "oltre il confine".

Appuntamento alla Sala dei Gigli del Palazzo di Parte Guelfa in Piazzetta di Parte Guelfa a Firenze (tel. 055/26.16.029)

Per ulteriori info:
Sassoscritto editore: 055.5535179 - mail: redazione@sassoscrittoeditore.it
Gianfranco Iovino - www.gianfrancoiovino.it

lunedì 2 aprile 2012

Lgbt Firenze: Mille euro per il tuo Video Queer parte la decima edizione del Florence Queer Festival

È partita la decima edizione di VideoQueer, il concorso nazionale (a partecipazione gratuita) di cortometraggi dedicati all'universo gay, lesbico, bisex e transgender, organizzato dal Florence Queer Festival.

Quest'anno c’è una novità: la durata massima dei lavori ammessi aumenta da tre a trenta minuti, inclusi i titoli di coda.
Per partecipare c'è tempo fino al 15 luglio 2012.
La giuria sceglierà il miglior videoqueer che riceverà un premio di mille euro.

I corti selezionati saranno inseriti nel programma del Florence Queer Festival, la rassegna cinematografica (e non solo) a tematica lgbt che si terrà a Firenze il prossimo autunno, dal 25 al 31 ottobre 2012.

Un'occasione per portare sul grande schermo brevi storie tra quotidianità e voglia di affermazione, desideri e fantasie, stimolando il confronto interculturale e punti di vista differenti.
Tutti i video selezionati nella scorsa edizione si trovano invece a questo indirizzo:
http://www.florencequeerfestival.it/?cat=280

Qualche dettaglio "tecnico". L’iscrizione al concorso è gratuita.
Possono partecipare cortometraggi realizzati dopo il primo gennaio 2009, in lingua italiana (o sottotitolati in italiano).
Le opere inviate per la selezione dovranno essere in formato dvd, accompagnate dalla scheda d’iscrizione, biofilmografia del regista e foto di scena.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Firenze, Arcilesbica Firenze, Eventi srl, inserito nella 50 giorni di cinema internazionale a Firenze e sostenuto dalla Regione Toscana, attraverso la Mediateca Regionale Toscana Film Commission. La direzione artistica è affidata a Bruno Casini e Roberta Vannucci.

Tutte le informazioni dettagliate sul sito ufficiale del Festival:
http://www.florencequeerfestival.it/?page_id=2872
fonte http://florenzina.blogspot.it
Qui sotto il video dell'ultima serata dell'edizione 2011.

Lgbt Stati Uniti: Cambio di genere? Lo paga la Coca Cola

Questa si che è una notizia davvero importante per il mondo Lgbt!

Da ora in poi coloro che vogliono cambiare genere, se sono dipendenti di alcune multinazionali americane, potranno tirare un sospiro di sollievo.

Eh si, perché i dipendenti della Coca Cola, Yahoo!, American Express e AT&T stanno dimostrando molto impegno nel tentativo di venire incontro a chi sta percorrendo la lunga strada del cambio di genere.

A riportare questa notizia è stato il Daily Mail, che ha fatto sapere che le aziende citate sono disposte a pagare tutte le spese per il cambio di genere dei dipendenti transessuali.

“I giganti delle corporation come Coca Cola, Yahoo!, American Express e AT&T stanno espandendo la loro copertura assicurativa per venire incontro alle necessità degli impiegati transgender. Il trend cresce gradualmente.
Ma è in programma un picco quando la Human Rights Campaign, il più grande gruppo di advocacy per i gay, alzerà l’asticella nella sua annuale corporate diversity card. Le grandi compagnie aspirano ad un rating del 100% nel Corporate Equality Index dell’HRC”.

Inutile dire che le spese cui andranno incontro queste multinazionali sono davvero alte, e per questa ragione si è deciso che solo 3 lavoratori ogni anno potranno usufruire di questo privilegio.

In sostanza le compagnie offriranno un piano assicurativo che coprirà 75mila dollari di chirurgia transessuale e gli altri trattamenti medici prescritti al paziente transessuale.
Che ne dite di questa nuova iniziativa? Niente male, vero?
fonte http://www.gaywave.it

Lgbt Libri: Napoli Una serata per Patroni Griffi al Penguin Cafè oggi 2 Aprile alle 21.30 con Gino Curcione e Roberto Azzurro

PrideTime, la rassegna curata da Claudio Finelli, animerà lo spazio eventi di Santa Lucia per due martedì al mese fino all’appuntamento del 26 maggio con il Salerno Campania Pride.

In occasione del ritorno in libreria di “Scende giù per Toledo” (Dalai editore), lunedì 2 aprile al Penguin Cafè (nell’ambito della rassegna PrideTime) la serata sarà dedicata all’arte di Giuseppe Patroni Griffi, drammaturgo, regista teatrale e scrittore napoletano.

L’attore Gino Curcione proporrà i monologhi interiori di Rosalinda Sprint, femminiello napoletano protagonista del romanzo (pubblicato per la prima volta nel 1975) mentre il regista ed attore Roberto Azzurro rievocherà l’educazione sentimentale del giovane Eugenio, protagonista de “La morte della bellezza” (1987), altro classico di Patroni Griffi, considerato un must della letteratura omoerotica.

A coordinare la serata Claudio Finelli, direttore artistico della rassegna, che incontrerà l’editore e libraio napoletano Raimondo Di Maio (Dante & Descartes) ed Eugenio Zito, autore di “Corpi sull’uscio” (Filema editore), che aprirà uno squarcio sulla realtà dei femminielli, sempre pronta a trasformarsi ma sempre a rischio di estinzione.

Il Penguin Cafè si trova in via Santa Lucia 88 a Napoli.
Inizio incontro: ore 21.30. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Evento realizzato in collaborazione con Napoligaypress.it, Lalineascritta - laboratorio di scrittura, il Comitato Campania Rainbow e Arcigay Salerno.
fonte http://www.napoligaypress.it

Lgbt: "Famiglie anche noi" su L'Espresso di questa settimana un'ampio e interessante reportage

Conviventi. Gay. Divorziati. Aumentano le unioni di fatto, mentre calano i matrimoni. Ma per lo Stato italiano non esistono.

Né hanno diritti Famiglie fantasma. Coppie invisibili.
Lui e lei. Lui e lui. Lei e lei.

Convivono, tirano su insieme i figli e pagano le tasse come tutti. Ma per lo Stato non esistono. Sono le nuove famiglie dell’Italia che cambia. Gente che non si sposa perché è vietato, come nel caso degli omosessuali, ma vive come una coppia qualunque.

O gente che non ce la fa più. Strozzata dalle lungaggini di un divorzio all’italiana, dove passi anche tredici anni fra aule di tribunale, parcelle e alimenti da versare. E non hai né i soldi né la voglia di risposarti.

Gente diversa, con stili di vita differenti. Ma unita da una condizione comune: sono tutti cittadini di serie B, milioni di italiani senza diritti. Niente eredità al partner, nemmeno dopo decenni di vita insieme.

In ospedale non entri, passano solo parenti e coniugi. Se vuoi il mutuo agevolato, ti rispondono picche: per lo Stato sei single. Discriminazioni quotidiane contro cui il 13 febbraio ha puntato il dito la Cassazione, con una sentenza che allarga alle coppie gay il diritto di “essere famiglia”.

Un’apertura rivoluzionaria che imbarazza la politica, ma incassa la pur timida reazione del ministro Elsa Fornero, e addirittura quella del cardinale Carlo Maria Martini. Riaprendo il dibattito su Pacs e matrimoni gay. Che il Parlamento rinvia da più di vent’anni.

GUERRA DI CIFRE
La nuova radiografia della casa degli italiani parla chiaro. I matrimoni tradizionali sono crollati a 217 mila nel 2010, contro i 230 mila dell’anno prima (trent’anni fa erano 420 mila l’anno). Le famiglie di fatto, al contrario, aumentano a ritmi di Pil cinese, 15 per cento in più ogni anno secondo Istat e Censis. Tra conviventi, divorziati, gay, vedovi che si rifanno una vita e figli con un solo genitore.

Ma quante sono? Difficile fare una stima. E non è certo un caso, attacca Marco Volante, presidente della Linfa, la lega italiana nuove famiglie: “È la politica che nasconde queste coppie. Nessuno vuole scoperchiare il fenomeno. L’Istat raccoglie solo quelle ufficiali. E nel 2001 l’Istat sospese addirittura il censimento con una scusa, perché dava fastidio. Ma le rilevazioni a campione segnano una crescita”. Eccole. Le coppie “ufficiali” – quelle cioè che dichiarano la convivenza – salgono dal 2 per cento del 1995 al 6 del 2009 (circa 500 mila).

Le proiezioni 2011 segnano un ulteriore salto quasi del 40 per cento, fino a sfiorare quota 900 mila. Sempre meno figli vivono con genitori sposati (in un anno sono 739 mila in meno), mentre aumentano i figli di conviventi (più 274 mila) e pure le famiglie con un solo genitore (più 345 mila).

Fatti due conti si arriva già oltre i 2 milioni e mezzo di persone, quando all’appello mancano tantissimi casi. Queste cifre non tengono conto, infatti, di gay e lesbiche (se ne stimano oltre 3 milioni, con circa 100 mila figli a carico), mancano i single che attendono il divorzio per anni, mancano le coppie stabili che – per ragioni economiche – non convivono, o mantengono la doppia residenza. E ancora non si contano i vedovi che si danno assistenza reciproca, né le famiglie ricostruite, quelle che un tempo lo Stato chiamava “famigliastre”, formate dopo un divorzio.

E che oggi sono più di un milione e 100 mila: “Le coppie di fatto sono esplose e i dati Istat non illustrano bene il fenomeno”, spiega il sociologo Marzio Barbagli: “Per capire come sta cambiando il Paese vanno analizzate le coppie non sposate fra i 25 e i 40 anni, quelle consapevoli, dove la percentuale sale dall’8 per cento a oltre il 30 per cento del totale. A Bologna, come in altre città del Nord, si arriva anche al 40 per cento. Fino a qualche anno fa era diverso, ora l’Italia somiglia sempre più al Nord Europa”.

REGISTRI BOOM
Se il Parlamento latita, sindaci e cittadini s’arrangiano da soli. E così, senza grande clamore, anche i registri delle unioni civili si moltiplicano. Non c’è un elenco. Né un censimento. Per la prima volta “l’Espresso” ha verificato quanti Comuni abbiano istituito gli elenchi delle famiglie di fatto.

In funzione ce ne sono 82 (vedi il grafico accanto), in due casi i registri sono stati in vigore per un breve periodo, poi cancellati, altri 23 municipi li hanno discussi, ma non adottati. I pionieri stanno a Empoli, dove già nel 1989 esisteva un registro, poi arrivò Pisa nel 1992.

Gli ultimi arrivati sono Napoli e Palermo a fine 2011 e Ferrara, lo scorso febbraio. Ci sono grandi città e piccoli paesi. Giunte di destra e sinistra. Tanto che, se le coppie iscritte non sono milioni, ma qualche migliaio, il dato non deve confondere: “Il registro, per ora, è un contenitore vuoto e ha un valore solo simbolico. È normale che non ci sia la corsa.

In Francia, quando approvarono il Pacs, ci fu una partenza al rallentatore, ma dallo scorso anno ci sono più Pacs che matrimoni”, spiega l’assessore padovano Alessandro Zan. Nella sua città ha scelto una strada ancora più innovativa. Padova è stata la prima in Italia a inventarsi il certificato comunale di “vincolo affettivo”. Tu vai in municipio e il sindaco mette nero su bianco che hai un compagno. Etero o gay non importa. “Per ora un centinaio di coppie hanno chiesto il certificato e negli ultimi mesi il trend cresce”, spiega Zan.

A Roma li chiamano i Pacs alla veneta. E lui ci crede: “Fissano una data certa e dichiarano la condizione di coppia. Serve per esigere dallo Stato quei pochi diritti che i conviventi hanno, ma che senza un documento non si applicano: dalle graduatorie degli alloggi popolari all’assistenza ospedaliera”. Diritti negati a milioni di altre coppie. Che spesso non discriminano solo gli adulti. Ma anche i bambini.

FIGLIO DI DUE MADRI
È la storia di Matteo T. (il nome è di fantasia), ha compiuto 6 mesi il 19 marzo. Quel che non sa, piccolo così, è di essere già discriminato. Per tutti ha due mamme, per l’Anagrafe una sola. È figlio di Lorenza T., 40 anni, impiegata di un Automobil Club lombardo.

Mentre della compagna Emiliana nei documenti non c’è traccia, anche se chi passa più tempo con Matteo è proprio la mamma numero due: “Quando è nato, io potevo usufruire della maternità, ma abbiamo fatto una scelta diversa. Emiliana ha deciso di mettersi a lavorare da casa, facendo un enorme sacrificio di carriera, solo per stare con nostro figlio.

Io sono tornata al lavoro e lei si occupa del bambino”, racconta Lorenza. Lo sforzo non ha alcun valore per lo Stato. Per la legge quella famiglia non esiste. E se ne sono accorte le due mamme quando si sono presentate all’asilo nido: “Il modulo chiede il reddito del nucleo e, in questo caso, dobbiamo fornire l’importo complessivo visto che da 9 anni Emi ed io siamo nello stesso stato di famiglia”. Peccato che il sogno svanisca alla riga successiva: “Dopo la voce “madre” c’è la voce “padre”, così non possiamo completare il modulo.

Non sapremmo dove scrivere il nome di Emiliana”, si sfoga Lorenza. Si trattasse di un cavillo linguistico basterebbe barrare la casella e metterci “genitore”, ma il problema è che la normativa lo vieta. Emiliana non è un vero genitore. E Lorenza, per l’asilo, è sola.

SPOSO INVISIBILE
Alla fine c’è chi ci rinuncia. Domenico Pasqua, 53 anni, architetto calabrese trapiantato a Roma, sarà presto un “ex italiano”. Fra pochi mesi sul passaporto ci sarà la cittadinanza belga. Il fatto è che, da ormai 24 anni, Domenico sta con Jef Nuyts, 59 anni, di Anversa. Tre anni fa si sono sposati in Belgio, dove sono marito e marito. Una storia d’amore condivisa con parenti, amici e vicini di casa. Tutti tranne lo Stato italiano.

Qui da noi quei signori dopo un quarto di secolo sono due perfetti estranei: “Sono arrabbiatissimo con l’Italia. In Belgio Jef e io abbiamo la comunione dei beni, possiamo assisterci, abbiamo i diritti di una qualsiasi coppia. Quando atterriamo a Fiumicino, tutto svanisce”, racconta Domenico.

Facendo gli scongiuri, hanno cominciato a pensare al futuro ed è così che Domenico ha deciso di rifiutare la cittadinanza italiana: “Sono costretto, per tutelare Jef. In Italia i miei parenti possono impugnare il testamento e mettere le mani sulla nostra casa. Se anche non lo facessero, Jef pagherebbe un mucchio di tasse, perché per le nostre leggi lui non è un mio congiunto”.
Unica strada sarebbe rivolgersi alla Corte dei diritti dell’uomo, ma una sentenza può arrivare solo dopo avere perso tutti e tre i gradi di giudizio in Italia. Che, con i tempi lumaca della giustizia, vuol dire aspettare anche 15 anni.

FUGA DALL’ITALIA
Ecco che sono sempre più i gay e le lesbiche se si sposano all’estero. Visto che Italia e Grecia sono rimasti gli unici Paesi europei senza tutele (vedi grafico a pag. 41). E così sono centinaia le coppie che volano in Norvegia, Francia o Spagna, ma anche Canada e Stati Uniti. Come Matteo Cavalieri, 26 anni, e Matteo Giorgi, 36.

Avevano scelto Las Vegas, poi hanno scoperto che a New York avevano approvato i matrimoni gay proprio il giorno del loro arrivo. Era il 27 luglio 2011. “Abbiamo voluto essere i primi ed è stato facilissimo. È bastato compilare un modulo on line, poi ci siamo presentati al municipio, abbiamo pagato 30 dollari e ci siamo sposati nella Grande Mela”.

Ad Atlantic Beach, per la precisione, in riva al mare. Poi il viaggio di nozze coast to coast e, al rientro in Italia, nella buca delle lettere a Bologna c’era già il loro certificato di matrimonio. “È molto bello e molto inutile qui in Italia”, raccontano. Ora l’ultima moda sono le pampas.

A Buenos Aires è boom di unioni. Lì basta un documento d’identità per residenti (concesso per un lavoretto di 3 mesi) ed è fatta. Se poi ti sposti a Santa Fè, a due ore e mezza di auto dalla capitale, basta meno: domicilio, anello e una firma.
Qualche piccolo passo avanti, per la verità, s’è fatto anche in Italia. Come la sentenza di qualche giorno fa a Reggio Emilia, dove il tribunale ha assegnato il permesso di soggiorno a un giovane uruguayano gay, sposato in Spagna con un italiano.

Ma anche stavolta c’è voluto un giudice per riconoscere un diritto che nel resto d’Europa è garantito: “Non si è chiesto il riconoscimento del matrimonio spagnolo, perché l’avrebbero negato, ma il diritto per i due coniugi, sebbene non riconosciuti, ad avere una vita famigliare in Italia. Proprio quello che afferma la sentenza della Cassazione di febbraio.

E il giudice ha detto sì”, spiega l’avvocato Antonio Rotelli di Lenford, la rete di legali specializzati nei diritti civili.
Un sì che arriva dopo centinaia di sentenze negative. Gay e lesbiche, ma anche etero che non potevano sposarsi, hanno dovuto per anni arrangiarsi come potevano per vivere in Italia con un partner extracomunitario. Storie come quella di Fabrizio L., 64 anni, che ha lavorato una vita all’estero e ha deciso di tornare a godersi la pensione con Kiyoshi, il compagno giapponese con cui condivide tutto da 25 anni.

“Quando siamo arrivati ci siamo resi conto che serviva il permesso di soggiorno stabile. E così l’ho assunto come colf, una cosa umiliante”, racconta. Ora c’è il problema dell’eredità. “Ho 18 anni più di Kiyoshi e, alla mia morte, voglio lasciargli i diritti di cui godrebbe un coniuge. Anche la pensione di reversibilità assicurata dai contributi Inps che verso da più di vent’anni. Non so da che parte girarmi”.

FRA EX MOGLIE E MARITO
Mentre la Linfa, l’Arcigay e “Famiglie arcobaleno”, l’associazione delle coppie di genitori gay chiedono diritti, sempre più coppie eterosessuali si uniscono alla battaglia. Ne sa qualcosa l’attrice Rossana Podestà, diva degli anni Sessanta. Il 14 settembre è morto il suo compagno Walter Bonatti, famoso alpinista e scrittore. Dividevano tutto, ma non s’erano mai sposati.

E così lei non è potuta entrare all’ospedale: “Mi hanno allontanata dalla rianimazione dicendo “tanto lei non è la moglie”", ha denunciato, chiedendo se fosse possibile trattare così una persona di fronte alla morte dell’uomo che ama. La risposta purtroppo è stata un sì. Ed è così per tutti. Francesco L. ha 45 anni e vive a Padova. “Sto divorziando da mia moglie e ho un figlio di 14 anni.

Nel frattempo ho una nuova famiglia e Elena, la mia compagna, aspetta due gemelli”, racconta. Per lo Stato, però, tutto ruota attorno a alla prima moglie. S’è tenuta la casa e il figlio, sebbene il giudice abbia dato l’affido congiunto. Un mese fa Francesco è caduto con lo scooter ed è finito in ospedale.

Elena è corsa lì, ma ha trovato la sorpresa: “Non solo non le hanno permesso di entrare, ma l’unica che parlava coi medici era mia moglie”. Oltre al danno, la beffa. n

MA IL GOVERNO MONTI TACE, DI SUSANNA TURCO
Non so, vedremo, ci pensino altri. Si sono avventati come furetti sulle liberalizzazioni, faine sulle pensioni, panzer sull’articolo 18. Ma quando si tratta di unioni civili e matrimoni gay, il governo Monti vira in una mimesi classica della politica: il pesce in barile. La vis sanguinaria che per esempio ha portato Elsa Fornero a spiegare che “sulla riforma del lavoro indietro non si torna”, sulle coppie di fatto si smorza, s’ammolla e diventa ben che vada volenteroso auspicio: “Il ministro si impegna ad affermare e diffondere la cultura contro la discriminazione”, risponde ferma il ministro del Lavoro, titolare alle Pari opportunità, a “Vanity fair” che le aveva chiesto di intervenire.

Ma aggiunge: “Compete al Parlamento legiferare su questioni da tempo all’ordine del giorno”. L’afflato filo-europeista che pure pervade l’esecutivo si ferma insomma all’economia: a soffiare sui diritti civili non arriva. Là, il fronte più avanzato è l’elegante lavarsene le mani dello “spetta alle Camere”.
Eppure è solo l’Italia, tra i Paesi fondatori dell’Ue, ad avere zero norme che riconoscano le unioni di fatto.

E, volendo, il governo qualcosa potrebbe farla. Abrogare la circolare Amato che vieta la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso, per citare una tra le richieste di Arcigay e Certi diritti, che chiedono di “passare dalle parole ai fatti”. Già, ma a parte Fornero sul tema persino le parole scarseggiano. “Ci manca che si apra anche questo fronte”, commentano nell’entourage di un ministero di prima fascia. In effetti, qualsiasi tentativo di cavar fuori un’opinione cade nel vuoto.

Il mutismo prevale, a braccetto con i troppi impegni. Non ha intenzione di aprire bocca il cattolico ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi. Vuol prima documentarsi il titolare della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi. È impegnato e irraggiungibile il ministro dell’Ambiente Corrado Clini. E così pure il ministro dell’Interno Cancellieri. Oberata di incombenze la Guardasigilli Paola Severino. Non ce la fa a pronunciarsi nemmeno Renato Balduzzi, ministro della Salute: ma lui ha una storia che vale di rimbalzo come spiegazione.

Da consigliere giuridico dell’allora ministro Bindi scrisse nel 2007 il testo dei Dico: e, fra l’altro, passò una notte a lambiccarsi per trovare un’espressione alternativa a “dichiarazione congiunta” che non piaceva a Rutelli. Si capisce che non voglia tornarci su.

Svicola il ministro Andrea Riccardi, che pure ha le deleghe sulla Famiglia: “Il riconoscimento delle coppie omosessuali non è nel programma di governo”, si è limitato a precisare quando la Cassazione ha rilanciato il tema delle unioni gay chiamando il legislatore a coprire il vuoto.

“Ci domandiamo allora a che serva il ministro della Famiglia”, commentò l’Idv Silvana Mura. Come a dire che il governo, anche quello di Monti, è sempre del Paese nel suo complesso che dovrebbe occuparsi. Difficile che lo faccia: per vocazione tecnica, ma anche per formazione. “La sentenza afferma un principio di pari opportunità vero”, ha spiegato Fornero a “Che tempo che fa”: ma, ha aggiunto, “come formazione sono un po’ tradizionalista”. Ricordava Diane Keaton, che in “Manhattan” ripeteva a Woody Allen: “Noi siamo di Philadelphia, di queste cose non parliamo”.

Dacci la nostra discriminazione quotidiana

Sono storie di ordinaria discriminazione. Piccoli e grandi diritti calpestati, ogni giorno, a migliaia di famiglie di fatto. Nell’Italia che non riconosce le coppie non sposate. E su cui nemmeno il tribunale può nulla.

EREDITÀ NEGATA
Marco e Filippo hanno vissuto insieme 16 anni. Poi un incidente d’auto ha messo fine al loro amore. Così a Milano, dove abitavano, s’è ripresentata la famiglia di Filippo. Saliti dalla Calabria per impugnare il testamento del figlio, che per anni non avevano voluto vedere. E si sono ripresi la casa. Sbattendo fuori Marco.

“L’eredità in Italia è rigidamente legata al matrimonio. I beni passano solo a coniugi e parenti”, spiegano i legali della rete Lenford. E anche in caso di testamento, la famiglia può intervenire. Mentre, se nessuno protesta, chi resta in vita deve comunque pagare tasse molte elevate, perché la successione no-tax riguarda solo parenti e congiunti.

SCUSI, MA LEI CHI È?
Antonio e Fabrizio si conoscono a Roma nel 1996. Convivono per sette anni, poi Antonio si ammala di un grave linfoma a soli 27 anni. “Per l’ospedale io non esistevo, per cui non mi volevano far passare né informare sulla situazione di Antonio”, racconta Fabrizio.
“Il medico mi disse: “Scusi, ma lei chi è?”". Dopo la chemioterapia il quadro si aggrava. Negli ultimi mesi la coppia presenta la domanda per il contributo di disoccupazione. Niente. In più Fabrizio non può ottenere le ore di permesso sul lavoro per assistere Antonio. “Ho dovuto usare le ferie e ho prosciugato il conto. I suoi parenti erano all’estero. Io ero lì. Ma per la legge esistevano solo loro”

NIENTE LEASING
Paolo vive a Milano con il suo compagno Andrea. Condividono la stessa casa. E la linea telefonica è intestata a Fabio. Ecco che, quando Paolo si presenta alla società di leasing il funzionario gli spiega che, per accedere a quel particolare servizio, è necessario essere intestatari di una linea telefonica fissa. Paolo spiega che il numero è intestato a Fabio, ma che loro vivono insieme e sono una coppia stabile da cinque anni. Niente da fare. O si cambia il contratto, o tanti saluti.

SALMA RAPITA
Roberto e Stefano sono una coppia che ha abitato per vent’anni a Roma. Poi la tragedia, una leucemia si porta via Stefano e i genitori, che non avevano mai gradito quella relazione, si riportano la salma del figlio in Sardegna. Ma Stefano era stato chiaro: “Voglio essere sepolto a Roma, per sentirti vicino”. Ed è così che Roberto ingaggia una lunga battaglia contro la burocrazia. Destinata a finire dopo anni con un nulla di fatto.

DOPPIO CANONE RAI
Giorgia è perseguitata dalla Rai. Sono tre anni che riceve, a cadenza regolare, il bollettino per pagare il canone. Il problema è che lei s’è trasferita dal compagno, Marcello, a Torino. Guardano insieme la tv e lui il canone lo paga regolarmente. “Per la Rai restiamo due nuclei famigliari diversi, quindi per la burocrazia io e Giorgio dovremmo pagare due volte il bollettino”.

LICENZA ADDIO
Luciano faceva il tassista in Veneto dal 1997. Poi una malattia l’ha strappato al suo compagno Ivano, con cui conviveva. Orfano e senza figli, per la legge non aveva eredi diretti. E così la sua licenza è stata ritirata dal Comune. “Abbiamo cercato, attraverso un avvocato, di trasferirla, ma io non esisto per lo Stato. E così anche la sua auto: è rimasta tre mesi sotto casa e poi è stata portata via”.

“IO, VEDOVA NEGATA DI NASSIRIYA”
“Rivolgo un appello al presidente della Repubblica Napolitano e al ministro della Difesa Di Paola: se l’Italia vuole davvero essere civile ed europea, come dice Monti, lo Stato mi inviti ufficialmente il prossimo 12 novembre alle commemorazioni della strage di Nassiriya dove, assieme agli altri, morì il mio compagno Stefano”. Adele Parrillo, la “vedova fantasma” di Nassiriya, non ce la fa più.

Quel 12 novembre 2003 nella strage morì anche il regista Stefano Rolla, assieme agli altri 18 italiani. Era il suo compagno di vita. L’uomo con cui divideva tutto e progettava di avere presto un figlio. L’uomo a cui lo Stato ha conferito la Croce d’Onore e intitolato vie e piazze. Mentre ad Adele non spedì nemmeno l’invito per i funerali. “Non eravamo sposati, quindi per lo Stato io non sono niente. È vergognoso quello che sto subendo da quasi dieci anni. Nonostante la sentenza del Tar che stabilisce che la mia relazione con Stefano equivale, nei fatti, a quella di moglie e marito”, racconta a “l’Espresso”.
Sei anni di vita insieme dove avevano condiviso tutto, cancellate da quell’esplosione mentre girava il lungometraggio “Guerrieri di Pace”. Da quel tragico giorno in Italia ci sono vedove di serie A e serie B: “Quando si è inaugurato a Roma il monumento dedicato alle vittime di Nassiriya il sindaco Alemanno e il governatore Polverini invitarono 230 persone. Nemmeno in quel caso ci fu spazio per me”, continua Adele.

“Non sto chiedendo riconoscimenti economici o altro, chiedo solo di poter stare lì insieme a tutti gli altri”, si sfoga. Ancora oggi nessuno ha fatto nulla perché questa discriminazione avesse fine. “Ma è venuto il momento che davvero le cose cambino in questo Paese. E il 12 novembre potrebbe essere la data in cui lo Stato dà un segno di civiltà”. È arrabbiata con la politica. E con chi ripete che non può essere una sentenza a decidere: “Usiamo le sentenze perché la politica latita. Monti è un tecnico? Faccia una cosa tecnica, garantisca l’eguaglianza sociale a mezza Italia, che oggi lo Stato dimentica”.

“SI” TRA GAY ENTRO OTTO ANNI COLLOQUIO CON FRANCO GRILLINI:
“Faccio una profezia: fra 8 anni in Italia ci saranno comunque Pacs e matrimoni omosessuali. Se la politica non farà niente, entro quella data l’Europa ce lo imporrà”. Franco Grillini, leader storico del movimento gay, fu il pioniere delle coppie di fatto. Una battaglia che combatte da ormai quasi 30 anni.
Quando lanciò i Pacs?

“Era il 1985, al primo congresso Arcigay. Si litigò, perché all’epoca i gay non volevano le unioni civili, c’era il mito di “abbattere” la famiglia borghese. Oggi si chiede il matrimonio. Pensi lei come cambiano i tempi”.
Ancora nessuna legge, però.

“Boicottaggi continui. In Parlamento la prima proposta fu presentata dal Psi nel 1988. Scoppiò il finimondo. Prime pagine, tv, condanna del Vaticano.
Nel 1996, con Prodi, c’erano 22 proposte di legge, ma nessun capogruppo chiese di inserirle. Il 21 ottobre 2002 presentai il “Pacs” con 161 firme.
Sembrava il momento buono. Ma fu calendarizzato solo nel 2005, quando finì la legislatura”.
Così arrivò il “Dico” di Rosy Bindi.

“Anche quello nacque da un veto. Paola Binetti disse “no” allo sconto sulla tassa di successione per le coppie di fatto, che Visco aveva approvato, così la legge sui Pacs fu cambiata al ribasso”.

Erano una buona soluzione?
“Macché. Erano ridicoli. Per evitare che una coppia andasse all’Anagrafe e si “lanciasse il riso”, dissero, un convivente doveva spedire all’altro una raccomandata. E l’altro, a casa, firmava. E poi ci volevano 9 anni di convivenza, quando uno sposa la badante dopo due giorni, e nessuno dice niente”.
Ora la Cassazione riconosce le unioni gay. Cambierà qualcosa?
“Beh, è rivoluzionario. Dice che una coppia che invoca gli stessi diritti del matrimonio deve vederseli riconoscere. Dobbiamo inondare i tribunali italiani di pratiche, così la politica prenderà atto di una realtà che, dall’Istat alla Chiesa, si cerca di nascondere sotto il tappeto”.

E stavolta pensa che la politica romperà il grande tabù?
“Se perfino il cardinale Martini apre uno spiraglio, se anche Casini e l’Udc discutono di questo, vuol dire che il vento è cambiato. Sarà il tema caldo delle elezioni del 2013. Se poi la politica non farà nulla, la Ue lo imporrà.
Entro 8 anni. Quando tutti i Paesi si saranno adeguati, toccherà a noi”.
Fonte: L'Espresso di Tommaso Cerno, via http://www.arcigay.it/rassegna/famiglie-anche-noi/