venerdì 13 dicembre 2013

Lgbt: Edizione 2014 del calendario Siena Rugby Skin, contro omofobia, bullismo e maschilismo

Presentata in anteprima l’edizione 2014 del Calendario “Siena Rugby Skin” a cura della A.S. Siena Rugby 2000, del Movimento Pansessuale Arcigay Siena e dello Studio Fotografico “Studium”.

Tantissime le novità, prima fra tutte la partecipazione all’iniziativa della neoformata squadra di rugby femminile che ha accettato di posare insieme alla squadra maschile. I nuovi scatti, tutti effettuati in studio, sono stati pensati in chiave vintage richiamando le tecniche del body painting.

“Dire no a qualsiasi forma di discriminazione eleggendo lo sport come strumento per educare grandi e piccoli a superare le diversità: questo l’obiettivo che ci ha mosso per il nuovo calendario” così commentano Giulia Veronesi, Martina Montigiani (rispettivamente capitano e dirigente della squadra femminile), Juri Conti e Francesco Micheli (capitano e vice allenatore della squadra maschile). “Dodici mesi che raccontano lo sport di squadra più bello e altruistico del mondo, capace di annullare le barriere legate al genere e all’orientamento sessuale. Un calendario che, anno dopo anno, ci attendiamo diventi una tradizione e che esprime tutto l’impegno nel sociale del mondo sportivo”.

A queste parole fanno eco quelle del presidente del Movimento Pansessuale Giovanni Bacaro: “Il Movimento Pansessuale è al fianco dei giocatori e delle giocatrici del Siena Rugby anche in questa nuova occasione, condividendone i valori sportivi e sociali dai quali nasce il nuovo calendario. Quest’anno, insieme alla lotta all’omofobia e al bullismo, il calendario si pone un ulteriore, importantissimo obiettivo: abbattere lo stereotipo di genere che da sempre vede il Rugby come uno sport propriamente maschile. Il precedente calendario ha avuto risonanza nazionale e ha fatto capire quanto la nostra città sia in prima fila per la lotta al pregiudizio e allo stereotipo, attraverso un sistema virtuoso di rete che coinvolge le realtà associative che operano sul territorio”.

Gli scatti e l’idea di realizzare le nuove foto in studio sono, come l’anno scorso, opera di Matteo Castelli e Andrea Sampoli, fotografi di Studium che così commentano il lavoro appena terminato: “Abbiamo deciso di continuare il percorso iniziato l’anno scorso. Siamo convinti della grande utilità di questa iniziativa che, concretamente, ha fatto dialogare delle realtà cittadine molto diverse tra di loro intorno ad un tema comune di primaria importanza come quello dell’uguaglianza e della lotta alle discriminazioni legate all’identità sessuale”.

L’anno scorso, grazie al calendario 2013, sono state finanziate importanti iniziative come la settimana contro l’Omofobia e la partecipazione ad alcuni tornei nazionali dell’A.S Siena Rugby. Anche il ricavato di quest’anno sarà utilizzato per promuovere progetti rivolti alla città e alla lotta a tutte le forme di discriminazione.
fonte http://www.movimentopansessuale.it/

A Roma martedi 17 dicembre ore 11 "LGBT & GENDER STUDIES: PER UNA CULTURA DELLA DIVERSITA'"

MARTEDì 17 DICEMBRE ORE 11.00 FACOLTA' DI MEDICINA E PSICOLGIA
via dei Marsi 78 - Roma (aula 1 | piano terra)


In collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione, martedì 17 dicembre alle ore 11.00 c/o la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza in via dei Marsi 78, si terrà la cerimonia di premiazione della IX Edizione del Premio “Maria Baiocchi”, dedicato alle migliori tesi di laurea e di dottorato di ricerca sui temi dell'orientamento sessuale e dell’identità di genere, organizzato da Di'Gay Project. La premiazione sarà la parte conclusiva dell'incontro "LGBT & Gender Studies: per una cultura della diversità".

INTERVENGONO
• Silvia Mazzoni, docente di Psicologia Dinamica (Sapienza Università di Roma)
• Roberto Baiocco, ricercatore in Psicologia, responsabile del Servizio “6 come sei” (Sapienza Università di Roma)
• Michela Fusaschi, ricercatrice in Antropologia Culturale e Sociale – Dipartimento Studi Internazionali, Osservatorio sul Razzismo e le Diversità “M.G. Favara” (Roma Tre)
• Luca Trappolin, ricercatore in Sociologia (Università degli Studi di Padova)
• Alessandro Baracchini, giornalista RaiNews 24
• Corinna Sabrina Guerzoni, vincitrice della sezione "Laurea Specialistica” con la tesi "In due dentro un nome. Un’etnografia dell’omogenitorialità in Lombardia" (Laurea in Scienze Antropologiche ed Etnologiche)
• Daniel De Lucia, vincitore della sezione “Post-Laurea” con la tesi "Il gergo queer nell’italiano novecentesco e contemporaneo tra gergalizzazione e degergalizzazione" (Dottorato in Linguistica, Anglistica, Italianistica e Filologia)

MODERA
• Vittorio Lingiardi, docente di Psicologia Dinamica (Sapienza Università di Roma)

PRESENTA E CONCLUDE
• Imma Battaglia, presidente onorario Di’Gay Project
Per info: 06 5134741 | segreteria@digayproject.org
fonte http://www.digayproject.org

martedì 10 dicembre 2013

13 Dicembre 2013 a Bologna incontro dibattito su "Informazione e persone LGBT: il rispetto da costruire"

Venerdì 13 Dicembre 2013 a Bologna, dalle 10 alle 18.30, all'Auditorium “Guido Fanti” dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, viale Aldo Moro 50, incontro dibattito su: «GLI AMBIENTI “PARTICOLARI”.

I compiti del Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom).
Stereotipi e pregiudizi si propagano attraverso la comunicazione a tutti i livelli, ma è proprio la comunicazione la principale risorsa per sconfiggere l'omofobia. Per questo abbiamo organizzato un incontro sul rapporto tra comunità LGBT e la comunicazione, intitolato «Gli ambienti 'particolari'» come la più becera e allusiva frase usata dalla cattiva comunicazione sui nostri temi.

L'obiettivo dell'incontro è quello di costruire con gli operatori dell'informazione una carta deontologica contro la diffamazione e per il rispetto delle persone LGBT. Per questo abbiamo invitato giornalisti, militanti, rappresentanti istituzionali e operatori della comunicazione per verificare la possibilità che i Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom) inseriscano anche le istanze LGBT nei loro compiti di controllo sull'emittenza radiotelevisiva.

Con il riconoscimento delle coppie di giornalisti omosessuali da parte di Casagit (Cassa mutua dei giornalisti), avvenuto oltre vent’anni fa e primo in Italia, si è aperto un percorso di rispetto e riconoscimento reciproco a cui vogliamo dare nuovo impulso con questo convegno.

Sessione antimeridiana (10.00-13.30)
Introduzione di Franco Grillini, consigliere regionale LibDem-Misto

Saluti di:
Saluto video del Viceministro del Lavoro Cecilia Guerra con delega alle Pari Opportunità Simonetta Saliera (Vicepresidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna)
On. Paola Concia (Esperta del Ministero per le Pari Opportunità)
Marco De Giorgi (Unar)

Interventi di:

Delia Vaccarello “Le questioni di genere”
Stefano Bolognini “La stampa gay”
Andrea Pini “La cronaca nera”
Porpora Marcasciano “Il transessualismo nel vocabolario dei media”
Sen. Sergio Lo Giudice
Gianluca Gardini (Difensore Civico dell’Emilia Romagna)
Giovanna Cosenza (Presidente Corecom)
Gerardo Bombonato (Presidente Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna) Serena Bersani (Presidente Associazione Stampa Emilia-Romagna)
Giovanni Rossi (Presidente Federazione Nazionale della Stampa) Laura Delli Colli (già consigliera e Vicepresidente vicario Casagit)

Sessione pomeridiana (15.00-18.30)
Tavola rotonda:
Tommaso Cerno, Luca Morassutto, Laura Maragnani, Beppe Ramina

Filippo Vendemmiati (Articolo 21) Mara Cinquepalmi (Rete Giulia E-R) Antonio Rotelli (Rete Lenford) Gianpaolo Silvestri
Coordina: Vincenzo Branà

A seguire interventi delle e dei rappresentanti delle associazioni LGBT:
Fiorenzo Gimelli (Agedo), Marco Canale (Anddos), Flavio Romani (Arcigay), Paola Brandolini (Arcilesbica), Certi Diritti, Andrea Maccarrone (Circolo Mario Mieli di Roma), Aurelio Mancuso (Equality), Famiglie Arcobaleno, Daniele Priori (GayLib), Valerio Mezzolani e Rosario Coco (Gaynet), Innocenzo Pontillo (Gionata.org), Massimiliano Gualdi (Gruppo amici lgbt 5 Stelle), Marco Volante e Davide Montanari (Linfa), Mauro Ortelli (Narciso e Boccadoro), Enrico Oliari (Direttore Responsabile Notizie Geopolitiche), Fabrizio Paoletti (Rete Genitori Rainbow).
fonte http://www.gionata.org/

Lgbt Uruguay: Transessuali cercasi, un concorso pubblico molto speciale

Gli analisti stimano che della categoria entreranno a far parte circa 1200 uruguayani
Buenos Aires - Sette posti di lavoro vacanti nel ministero per lo Sviluppo Sociale uruguayano saranno coperti attraverso un concorso aperto solo a 'persone transessuali'.
Lo ha reso noto pochi giorni fa il portavoce dello stesso Ministero, specificando che sono inclusi nella categoria, oltre ai transessuali, anche i travestiti e i transgender. Intervistato dall'agenzia di stampa Associated Press, il responsabile delle politiche sociali del Ministero, Andrés Scagliola, ha spiegato che si tratta delle «tre categorie che compongono questo gruppo sociale escluso e discriminato. Una popolazione che per la sua identità di genere soffre una discriminazione che comincia con l'espulsione dal nucleo familiare».

Secondo Scagliola le difficoltà che si presentano a questo gruppo sociale per trovare un lavoro normale «nel 95% dei casi sono la ragione che porta queste persone al lavoro sessuale, non per scelta ma per necessità di sopravvivenza».

Con questo concorso, insomma, il Governo uruguayano vuole trasmettere un messaggio di speranza, che cambi la convinzione socialmente accettata secondo la quale i trans non possono dedicarsi a nient'altro che alla prostituzione.

Si tratta della prima volta nella storia dell'Uruguay che l'esecutivo in carica lancia un concorso di questo tipo.
Gli analisti stimano che della categoria entreranno a far parte circa 1200 uruguayani, 576 dei quali avevano aderito ad un'altra iniziativa del Governo di José Mujica, che assegnava loro una tessera che mensilmente da accesso all'acquisto di generi alimentari e articoli per la pulizia.

I partecipanti al concorso dovranno presentare una dichiarazione giurata che certifichi il loro essere trans da almeno due anni. I vincitori del concorso verranno mesi sotto contratto per un periodo di prova di quindici mesi, e se svolgeranno bene il loro lavoro passeranno ad un contratto a tempo indeterminato.

Solo poche settimane fa, nel corso dell'inaugurazione del primo suo Congresso Nazionale, la presidente dell'Unione Trans dell'Uruguay (UTRU), Collette Richard, aveva chiesto pubblicamente «un'uguaglianza senza stigme» per la comunità transessuale del Paese, vittima di un'ondata di omicidi rimasti irrisolti fin dal 2011.

«Quando ci rivolgiamo al servizio sanitario, siamo stigmatizzate come portatrici di HIV, quando ci rivolgiamo al sistema educativo subiamo molestie e siamo vittime della transfobia da parte dei docenti e dei compagni. Per di più non abbiamo accesso al lavoro» aveva denunciato la Richard. L'attivista ha chiesto una società che permetta l'integrazione come primo passo verso l'uguaglianza della comunità transessuale. «La comunità trans ancora aspetta che lo Stato riconosca i suoi diritti» aveva poi aggiunto la Richard, concludendo che «anche se il Governo ha approvato la legge sui matrimoni gay, questo non significa che ci siano benefici per la comunità trans».

Secondo uno studio realizzato dalla Ong 'Donna e Salute in Uruguay' (MYSU) con l'appoggio del Fondo Mondiale per la lotta alla Tubercolosi, alla Malaria e all'Aids, il 54,3% delle donne transessuali del Paese ha come unico sbocco il lavoro sessuale. Lo stesso documento rivela che l'82,9% delle trans uruguayane non ha terminato le scuole superiori e il 57,1% di loro percepisce un salario inferiore allo stipendio minimo previsto dallo Stato.
Nel Paese sudamericano, inoltre, mancano cliniche e strutture dovano possano essere svolti trattamenti ormonali o cambi di sesso.

La maggior parte delle transessuali di Montevideo usufruivano del servizio malattie infettive dell'Istituto di Igiene nazionale, ma dalla sua chiusura nel 2012 sono state trasferite ad un altro ospedale, dove le strutture specifiche sono anche minori.

Un altro dei temi principali legati al mondo trans uruguayano e quello della violenza; sono almeno sette i casi di omicidio di persone trans rimasti irrisolti negli ultimi due anni, e l'UTRU ha criticato duramente la mancanza di indagini della polizia arrivare ai colpevoli. Qulla serie di crimini irrisolti aveva generato grandi proteste sociali nel 2012, tanto da convincere l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a chiedere ufficialmente al Governo uruguayano di adoperare il massimo sforzo per chiarire ciò che era successo.

Il già citato responsabile delle politiche sociali del Ministero Scagliola, d'altra parte, ha segnalato in diverse occasioni i progressi raggiunti dall'esecutivo. Tra questi la facilitazione per il cambio di nome e di sesso all'anagrafe e la formazione specifica dei funzionari che si occupano di questo settore.

Progressi cui, naturalmente, si aggiunge il concorso per sette posti di lavoro nel ministero per lo Sviluppo Sociale. Scagliola, inoltre, ha parlato della possibilità di «esonerare i transessuali dal pagamento delle imposte allo stesso Ministero».

Non tutti, però, sono d'accordo con le sue proposte.
Il deputato dell'opposizione, Pablo Abdala, ha duramente criticato il lancio del nuovo concorso, sostenendo che per avallare un atto di «discriminazione positiva è comunque necessario creare un'apposita legge». Critiche cui Scagliola ha risposto dicendo che «se ci fosse una legge sarebbe meglio, però nulla proibisce un concorso di quel tipo».
fonte http://www.lindro.it/ di Mirko Peddis

Lgbt: Università degli Studi di Napoli Federico II° “Trans Life Survey” un approccio depatologizzante

L’Università degli Studi di Napoli Federico II ha dato avvio ad uno studio intitolato “Trans Life Survey” che tende a sostenere un approccio depatologizzante rispetto alle questioni che riguardano le persone transgender.

In quest’ottica, lo scopo dei ricercatori (tra cui Cristiano Scandurra, Paolo Valerio ed Anna Lisa Amodeo) è quello di dimostrare che, seppur esistano delle problematiche di salute, esse dipendono strettamente dallo stigma sociale e dalla transfobia, e non dall’identità di genere in sé.

Per accedere allo studio, basta cliccare qui:
https://qtrial.qualtrics.com/SE/?SID=SV_eaHeDoBBOumlRul
La partecipazione è completamente anonima.
Per qualunque dubbio o domande: cristiano.scandurra@unina.it.

Avendo ricevuto un finanziamento di 1000 € gli autori della ricerca hanno ritenuto opportuno, come forma di riconoscimento simbolico, riconoscere a 10 perone tra quelle che risponderanno al questionario (scelte tramite sorteggio) la cifra di € 100.

La ricerca è sviluppata nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Studi di Genere dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è condotta da Cristiano Scandurra, Dottorando di Ricerca e Psicologo Clinico, ed Anna Lisa Amodeo, Ricercatrice di Psicologia Clinica e Responsabile del Servizio Antidiscriminazione e Cultura delle Differenze del Centro di Ateneo SInAPSi della stessa Università.

La ricerca è supervisionata dal Prof. Paolo Valerio, Dirigente dell’Area Funzionale di Psicologia del Dipartimento Assistenziale di Neuroscienze e Comportamento dell’AOU Federico II di Napoli, Direttore del Centro di Ateneo SInAPSi e Presidente dell’ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità Di Genere) e della Fondazione “Genere Identità Cultura”.
fonte http://www.napoligaypress.it/

Lgbt: La regista Emma Dante ospite a Oltre le Differenze, in onda mercoledì 11 dicembre alle 21 si parla di teatro e omosessualità

Cosa succede quando il teatro o il mondo della danza decidono di parlare di affettività e di amore in tutte le sue forme? C'è libertà d'espressione o si incorre nella censura?
A questa domanda cercherà di rispondere la prossima puntata di Oltre le Differenze - il format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex e trans condotto da Natascia Maesi e Oriana Bottini – che andrà in onda mercoledì 11 dicembre alle 21, sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 e 99.10) o in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it.

Sarà Emma Dante, regista teatrale e attrice pluripremiata, ad aprire la riflessione partendo proprio dall'analisi dell'opera teatrale “La bella Rosaspina addormentata” dove senza malizia e con un linguaggio fiabesco la regista di Via Castellana Bandiera, film molto apprezzato alla Mostra del Cinema di Venezia, racconta la diversità e la mostra come ama fare, nella sua dimensione reale, se vogliamo ordinaria. Immaginando un mondo dove parlare di omosessualità non sarà più un fatto eccezionale.

Spazio poi all'intervista ad Aldo Torta della Compagnia di teatro danza Tecnologia Filosofica in scena con lo spettacolo “Comuni Marziani” realizzato con la collaborazione di Agedo per trattare il tema delle diversità con un altro linguaggio artistico quello della danza. Prima dello scaffale, la parola passerà a Giuliano Foca per la rubrica TransCorsi, nella quale ci chiederemo qual'è il linguaggio corretto, rispettoso e veramente inclusivo da usare quando si scrive o si parla di e al mondo trans.
Chiudono la puntata, come sempre, i libri, i film e gli appuntamenti a tema LGBT. Per interagire con la redazione del programma: 366 2809050 o redazione.oltreledifferenze@gmail.com, è attiva la pagina fan su Facebook e il blog www.oltreledifferenze.wordpress.com .
fonte redazione "Oltre le Differenze"